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Aosta: valanga su Ruitor, morti due alpinisti italiani

AOSTA – E’ di due morti il bilancio di una valanga che si è staccata mercoledì mattina nella zona del Ruitor, nei pressi del rifugio Scavarda, in Valgrisenche (Aosta). Due uomini italiani, probabilmente piemontesi. Le operazioni di soccorso delle vittime – entrambi scialpinisti – sono condotte dal Soccorso alpino valdostano e dalla guardia di finanza di Entreves.

Secondo una prima ricostruzione, i due stavano procedendo in salita ed erano circa 100 metri sotto la vetta, a 3.400 metri di quota. La slavina si è staccata sotto i piedi del primo ed ha investito anche il secondo, mentre un terzo compagno e una guida alpina sono stati sfiorati dalla neve. Le vittime sono state trascinate per circa 500 metri verso un costone di roccia, da qui sono precipitati per poco meno di un centinaio di metri, subendo dei traumi mortali. I loro corpi sono stati trasportati con l’elicottero della Protezione civile all’obitorio di Courmayeur. Sull’accaduto indaga il Soccorso alpino della guardia di finanza di Entreves, che ascolterà i due testimoni.

In Valle D’Aosta si tratta della terza valanga in tre giorni. Gli altri due episodi li riassume La Stampa:

Il 18 aprile una valanga si è staccata dal Petit Mont Blanc, a circa 3800 metri di quota, sul massiccio del Monte Bianco. È possibile che la slavina abbia travolto almeno tre alpinisti: uno è ferito in modo grave mentre gli altri due sarebbero illesi. A lanciare l’allarme è stato un altro gruppo di alpinisti in zona.

Il 19 aprile una persona è morta dopo essere stata travolta da una valanga a Valgrisenche. L’incidente si è verificato verso le 9,30, la valanga si è staccata nella Punta Bassac, a circa 3300 metri di quota, via molto battuta dagli scialpinisti. Secondo le prime informazioni la slavina avrebbe travolto una scialpinista francese, una donna; a lanciare l’allarme le persone che erano con lei, tra cui una guida alpina francese. Il pericolo valanghe nella zona è compreso tra il 2-moderato e il 3-marcato. Le precipitazioni del fine settimana hanno reso più instabile il manto: la neve è molto bagnata e umida e la criticità si fa sentire soprattutto nei pendii ripidi.


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