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Appello Fnsi al ministro della Giustizia: “Abrogare carcere per i giornalisti”

ROMA – Il sindacato Federazione nazionale della Stampa, Fnsi, lancia un appello al ministro della Giustizia Andrea Orlando per chiedere l’abrogazione del carcere per i giornalisti e le querele temerarie usate come strumento di minaccia nei confronti dei professionisti che esercitano il diritto di cronaca.

Inoltre la Fnsi ha chiesto al ministro Orlando anche lo sblocco della legge sulla diffamazione, che attualmente è ferma in quarta lettura al Senato. Questi i temi che Giuseppe Giulietti, presidente di Fnsi, ha discusso durante un incontro tra una delegazione del sindacato dei giornalisti da lui guidata e il ministro il 21 ottobre. In una nota si legge:

“La Federazione della Stampa ha sollecitato l’approvazione definitiva di una legge che recepisca finalmente le sollecitazioni arrivate dalle istituzioni europee in materia di abrogazione del carcere per i cronisti e soprattutto la definizione di una norma che scoraggi le querele temerarie diventate un vero e proprio strumento di minaccia nei confronti dei cronisti che indagano su mafie, corruzione e malaffare.

Allo stesso modo è stata posta all’attenzione del Ministro la necessità di tutelare in modo adeguato i cronisti che quotidianamente si occupano di queste materie ed esposti a continue minacce a tal punto che decine e decine sono ormai i cronisti costretti ad una vita blindata. Il Ministro non solo ha confermato il suo interesse e la sua sensibilità nei confronti di queste tematiche ma si è anche impegnato a definire un percorso di confronto che possa portare alla individuazione degli strumenti più idonei per arrivare alla definizione di temi che da troppo tempo sono all’attenzione delle istituzioni, ma non riescono a trovare una adeguata risposta.

La Federazione della Stampa ha infine dato la propria più ampia disponibilità a partecipare nei modi e nelle forme che saranno definite nelle prossime ore ai gruppi di lavoro che stanno elaborando gli stati generali dell’antimafia e i progetti di educazione alla legalità e del contrasto al cosiddetto linguaggio dell’odio e della violenza”.