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Arestato Fabio Petroni dei bus Terravision: sequestrata società

ROMA – Sequestro del complesso aziendale Terravision, società che si occupa del trasferimento di passeggeri dai principali aeroporti italiani, e arresti domiciliari del patron della società nonchè presidente del Pisa calcio Fabio Petroni. E’ la conclusione di un’indagine del comando provinciale della Guardia di Finanza di Roma, coordinata dalla Procura di Roma, iniziata nel 2013 sulle aziende riconducibili alla Terravision.

Le indagini hanno consentito, in una prima fase delle operazioni, di sottoporre a sequestro preventivo il compendio aziendale riconducibile al marchio Terravision, ovvero le licenze per trasporti di linea Roma-Ciampino-Fiumicino, Pisa/aeroporto-Firenze e Orio al serio-Milano. Sequestrati anche i conti correnti bancari, i contratti commerciali e 13 bus nella disponibilità dell’azienda. Le indagini hanno permesso di scoprire come gli amministratori di alcune società si siano sottratti al pagamento di ingenti debiti tributari e previdenziali, attuando manovre elusive. In particolare, la società titolare dei contratti con gli aeroporti, proprietaria anche degli autobus e delle licenze, era stata posta in liquidazione subito dopo aver ceduto a un “testa di legno” l’unico ramo d’azienda produttivo.

Spiega Repubblica:

Grazie agli elementi raccolti durante le attività di indagine, l’autorità giudiziaria di Roma ha emesso, nei mesi scorsi, un provvedimento di sequestro dell’intero complesso aziendale, che fattura annualmente 35 milioni di euro, la cui esecuzione ha, quindi, permesso di vincolare, a garanzia dei creditori del fallimento: quote societarie e beni aziendali, licenze di trasporto, contratti commerciali stipulati, 29 autobus di linea, 2 autovetture e rapporti bancari. Per assicurare la continuità aziendale e preservare il rapporto lavorativo dei numerosi dipendenti, l’autorità giudiziaria ha affidato la gestione dell’azienda a un’amministrazione giudiziaria. Nel contesto in argomento, l’autorità giudiziaria Capitolina aveva avanzato richiesta di applicazione della misura cautelare personale nei confronti del dominus della società, Fabio Petroni (classe 1960), il quale, nonostante il sequestro, aveva posto in essere comportamenti tesi a distrarre risorse destinate all’azienda sottoposta ad amministrazione giudiziaria.


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