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Ashley Olsen, sospettato è spacciatore africano

Ashley Olsen, il sospettato sarebbe uno spacciatore africano che la ragazza conosceva e che avrebbe invitato a casa a tarda notte

FIRENZE – E’ un conoscente di Ashley Olsen la persona sospettata di averla uccisa, strangolandola nella sua casa a Firenze. L’uomo, africano, sarebbe già conosciuto alle forze dell’ordine per questioni di droga: l’incontro con Ashley potrebbe essere legato a questo aspetto e potrebbe aver avuto uno “sviluppo” di tipo erotico.

L’uomo all’attenzione degli inquirenti non sarebbe un amico della donna, ma una persona che aveva già avuto modo di frequentare. Nel caso ci sia stato un rapporto , al momento l’autopsia non ha chiarito se sia stato consenziente. L’assassino ha strangolato Ashley usando un cavo o qualcosa di simile. Ulteriori passi delle indagini saranno legati anche a risposte di carattere scientifico.

Cosa è successo quella sera? Lo riassume Marco Gasperetti sul Corriere della Sera:

“Il killer ha strangolato Ashley Olsen con una cordicella o un cavetto per computer. E un particolare in più, terribile ed oscuro, che trapela dalla prima fase della lunga autopsia sul corpo della vittima, conferma che la ragazza non ha opposto resistenza. Quando l’assassino ha stretto al collo il cavo, Ashley non ha neppure tentato con le mani di allentare la presa. In casi simili di strangolamento, sul collo restano i segni delle unghie della vittima che si ferisce nel disperato tentativo di allentare la presa per respirare.

«E’ un gesto istintivo, un riflesso condizionato, immancabile in casi come questo», spiega un esperto. Ma sul collo della ragazza americana, invece, sono stati trovati soltanto i lividi provocati dal cavetto o dalla corda, un cappio che lei avrebbe accettato senza reagire anche quando la presa era diventata insopportabile e il respiro iniziava a mancare. Altri indizi, ancora da verificare con analisi più approfondite che si concluderanno tra un paio di settimane, ipotizzerebbero un rapporto consenziente tra la vittima e il suo assassino. Un gioco erotico finito male? E’ una delle piste seguite dagli investigatori e che adesso, alla luce di questi prime e incomplete risposte dell’esame autoptico, torna ad essere ritenuta interessante dagli inquirenti. Se Ashley fosse stata in uno stato di torpore forse non avrebbe potuto difendersi dallo strangolamento, ma questa ipotesi sino a ieri non convinceva troppo né medico legale né gli investigatori.

Al Montecarla, il nightclub di via de’ Bardi 2, poco lontano dall’appartamento teatro del delitto, una barista, Giulia, ha raccontato di avere visto l’americana discutere animatamente con due ragazze poco prima che loro lasciassero il locale. Si parla anche di una telefonata ricevuta dalla ragazza e quella telefonata potrebbe essere quella del suo presunto assassino: lo spacciatore che le telecamere hanno ripreso.


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