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Assunta Finizio uccisa: da 45 giorni attende cremazione…

ROMA – Assunta Finizio è stata uccisa lo scorso 20 aprile dal marito Augusto Nuccetelli dopo anni di minacce e violenze. Una morte orribile, massacrata a colpi di pistola in strada, e ora il suo corpo è da 45 giorni nel deposito del Verano in attesa di essere cremato. Assunta non trova pace: né lei, cadavere in attesa di una degna sepoltura, né il figlio Andrea di 17 anni e i loro parenti, dato che il giudice che potrebbe autorizzare la cremazione risulta irreperibile.

A raccontare l’ennesimo sfregio al corpo martoriato, in vita e in morte, di Assunta Finizio è Raffaella Troili sul Messaggero, che scrive:

“«Dopo una settimana – racconta la sorella Mary Finizio – abbiamo iniziato la trafila burocratica. All’agenzia funebre ci hanno informato che per legge la cremazione deve essere autorizzata da almeno due parenti di primo grado. Ma mio papà è morto a febbraio, ci sono solo mia madre e il figlio, che però è minorenne».

Se fosse maggiorenne basterebbe solo il suo consenso, ma in questo caso non basta quello della mamma. «Abbiamo deciso di rivolgerci al giudice tutelare, in modo che potesse affidare a me la tutela di Andrea. Nella prassi ci vogliono un paio di mesi, ma Susi è lì chiusa al Verano, abbiamo deciso di muoverci, anche perché la nostra pratica non era neppure ancora arrivata davanti al giudice, era ferma in Questura».

La famiglia è andata direttamente al Tribunale dei Minori, con l’avvocato. «E’ stato ascoltato Andrea, si sono tutti commossi, messi le mani nei capelli, abbiamo parlato con il giudice ci ha assicurato: nel giro di una settimana prendiamo una decisione».

Ossia affidare la tutela del minore alla zia (che già si occupa di lui) «in modo da poter finalmente far cremare mia sorella. Era un mese fa quando siamo stati ascoltati». Mary non si dà pace, un altro schiaffo a quella sorella che ha subìto tanto. «Per accelerare i tempi abbiamo proposto al giudice di autorizzare al posto di Andrea la cremazione, successivamente prendere la decisione sull’affidamento».

Ma niente. «L’avvocato va e viene dal Tribunale, le rispondono sempre ci rendiamo conto ma il giudice non c’è, ora è assente, ora è in ferie. E mia sorella sta ancora in un deposito, che avvilimento, non si finisce mai di soffrire, non è giusto, non è normale. Già è così difficile andare avanti, non riesco a vivere pensando che Susi sia lì dentro, mia madre è crollata, io penso ad Andrea, che ha finito scuola. Del padre non vuol saperne, ha rifiutato la sua richiesta di vederlo, per Andrea è morto anche lui»”.


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