Blitz quotidiano
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Atripalda. Tenta suicidio con sacchetto, agente lo salva

Un uomo di Atripalda ha tentato di togliersi la vita infilando la testa in un sacchetto di plastica, ma un maresciallo dei carabinieri lo ha salvato

AVELLINO – Un uomo ha tentato di togliersi la vita mettendosi un sacchetto di plastica in testa, ma il maresciallo dei carabinieri che lo ha soccorso ha sentito che c’era ancora il battito del cuore e lo ha salvato. La storia arriva da Atripalda, in provincia di Avellino, dove il carabiniere Giuseppe Sullutrone lo scorso sabato 6 febbraio ha salvato un uomo insieme ad un collega.

Alfonso Parziale su Il Mattino scrive che Sullutrone e il collega hanno salvato la vita di un uomo di 44 anni che aveva deciso di togliersi la vita:

“Chiuso nella sua auto, A. C., queste le iniziali dell’uomo, sposato con due figli, disoccupato, aveva deciso di farla finita infilando la testa in un sacchetto di plastica e sigillandola con del nastro adesivo. Il terzo tentato suicidio in poche settimane ad Atripalda. E questa volta sembra per motivi economici. Era ora di pranzo quando la moglie sabato scorso, insospettita dal mancato ritorno a casa del marito, ha allertato i carabinieri.

La preoccupazione della dona che si è rivolta alla stazione dei carabinieri, ha allertato la macchina delle ricerche. I carabinieri hanno iniziato ad acquisire delle informazioni utili e nel corso delle ricerche effettuate per le strade della cittadina del Sabato, si sono imbattuti nell’auto dell’uomo parcheggiata in via San Lorenzo. L’uomo, a bordo di una Fiat Bravo, si era fermato in un’area di sosta ubicata di fronte al Centro Servizi alle Pmi. Qui si era infilato sulla testa un sacchetto di plastica sigillato con il nastro adesivo per tentarla di farla finita.

A salvarlo è stato proprio il provvidenziale arrivo dei Carabinieri della locale stazione che stavano compiendo un giro di perlustrazione. L’incredibile intuito del maresciallo Sullutrone gli ha infatti salvato la vita tirando fuori dall’abitacolo il 44enne per rianimarlo. Una volta estratta la testa dal sacchetto l’uomo non respirava. Sullutrone non ha esitato così a praticargli il massaggio cardiaco e poi la respirazione bocca a bocca. Solo allora, i polmoni hanno ricominciato ad inalare ossigeno.

Subito dopo la corsa in ospedale a bordo di un’ambulanza del 118, dove l’uomo è stato finalmente dichiarato fuori pericolo per poi essere trasferito all’ospedale di Solofra per ulteriori accertamenti psichici. Alla base dell’insano gesto ci potrebbero essere motivi legati a difficoltà economiche”.


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