Blitz quotidiano
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Audi bianca dopo quella gialla: presa banda di rapinatori

TORINO – Rapine nel nord Italia, dopo la banda dell’Audi gialla quella dell’Audi bianca. Sono lontani i tempi in cui i criminali si accontentavano di una Uno bianca.

L’ultima gang è stata arrestata a Torino, nel multietnico quartiere di San Salvario. Qui i carabinieri, spiega Carlotta Rocci su la Repubblica, sono arrivati al covo di quattro cittadini albanesi, Tomorr Stermillar, 31 anni, Erion Neziri, 29 anni, Bili Manjani, 30 anni, e Klevis Kaci, 20 anni, tutti residenti nel capoluogo piemontese e adesso in carcere con l’accusa di associazione per delinquere. I quattro sarebbero gli autori di almeno 18 furti e 3 rapine, anche se il timore è che siano molte di più.

Per compiere i loro colpi i quattro giravano su una Audi TTS bianca con targa tedesca, da 310 cavalli, rubata ad un ingegnere di Giaveno da poco trasferitosi in Germania, anche lui derubato nella propria villa dalla banda.

Sottolinea Rocci su la Repubblica:

“L’auto, come nel caso della famigerata ‘Audi gialla’ che aveva terrorizzato il Nordest, era diventata la firma del gruppo, ma è stata anche l’elemento che li ha incastrati conducendo i carabinieri fino al loro covo, in San Salvario”.

Come nel caso dell’Audi gialla utilizzata dai rapinatori di ville del Veneto, così nel caso dell’Audi bianca scelta dai banditi del Piemonte è stata l’auto a metterli nei guai, come spiega Rocci:

“L’auto non passava inosservata «ed è stata notata in diverse zone in concomitanza con i furti tra Asti, Torino e Alessandria» spiega il colonnello Domenico Mascoli, capo del Nucleo investigativo. Era successo il 6 novembre dopo una rapina a Bruino. Anche le telecamere avevano ripreso l’Audi, la cui immagine era stata rilevata anche al varco Telepass che i ladri sfruttavano accodandosi ad altri automobilisti per poi sfrecciare in autostrada anche a 260 chilometri l’ora. Erano attentissimi: per raggiungere il bolide, parcheggiato in via Rigola a Mirafiori, usavano altre due auto “pulite”. Anche gli attrezzi da scasso erano altrove, in un casolare di Nichelino. Dopo ogni colpo lavavano la macchina e cancellavano le tracce. A Nichelino i carabinieri hanno trovato una decina tra pistole e fucili, rubati nelle ville di mezzo Piemonte. Undici armi mancano ancora all’appello”.