Blitz quotidiano
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Aulla (Massa): nel primo soccorso le barelle non passano…

MASSA – I pazienti troppo alti non entrano nel punto di primo soccorso di Aulla, provincia di Massa. E’ la situazione descritta da un articolo del Secolo XIX:

«Bisogna farsi il segno della croce – spiegano gli operatori – perché chi deve essere soccorso non sia troppo alto, perché se no proprio non ci sta». Steso, un omone di 1,90 come chi scrive blocca l’intera stanza, con la testa sui macchinari e i piedi contro gli armadi. Fossero tutti qui, i problemi del punto di primo soccorso di Aulla, centro da più di 11 mila abitanti in Lunigiana. Le targhe indicano la provincia di Massa, Toscana, ma il paese e il suo circondario (25 mila abitanti in tutto) vivono un’osmosi stretta con La Spezia, otto chilometri con l’autostrada della Cisa. Dieci minuti in salita, verso Parma, e si arriva a destinazione. Curati in un sottoscala Anche le barelle, dalla porta d’ingresso, non passano. Così, anche stavolta, il test sul campo conferma: bisogna smanettare, aprire ante, industriarsi per farne passare una. Intanto i minuti passano, posso essere minuti preziosi per assistere una persona in difficoltà. Poi, imboccato finalmente l’ingresso, c’è di nuovo l’imbuto della sala delle emergenze: 12 metri quadrati. Tra lettino, armadi, defibrillatore, scrivania, sedia, computer, frigorifero dei farmaci, lavandino, un’altra sedia, praticamente non ci si muove più. «Abbiamo dovuto soccorrere d’urgenza una bambina di sei mesi e lasciar fuori dalla porta la mamma: una scena straziante», ci raccontano.


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