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Auto senza pilota: colpirebbe un bambino per salvare conducente

ROMA – La lussuosa casa automobilistica Mercedes-Benz ha spiegato la tecnologia driver-less usata nei propri veicoli, ovvero senza conducente. La filiale australiana del marchio ha risposto al dilemma morale su chi, un’auto senza pilota, salverebbe per primo; “se qualcuno spunta all’improvviso, in quella circostanza c’è poco che la tecnologia possa fare oltre a ridurre la velocità d’impatto”, ha spiegato il portavoce di Mercedes-Benz Australia, David McCarthy.

In pratica, le auto senza conducente tendono a salvare le persone nell’abitacolo, prima di chi si trova all’esterno: in poche parole, colpirebbe un bambino in mezzo alla strada per salvare le persone al suo interno. “Se un impatto è inevitabile, l’auto ridurrà la velocità, stringerà le cinture di sicurezza e farà forza sui freni”, spiega McCarthy.

“I sistemi di sicurezza e le protezioni sono ovviamente maggiori all’interno della cabina, rispetto che all’esterno. Il veicolo, grazie al sistema di assistenza sicurezza, è stato progettato per proteggere le persone che si trovano a bordo”, ha affermato il portavoce. Già la scorsa settimana la Mercedes aveva reso noto, di aver dato la priorità alla sicurezza dei passeggeri invece che ai pedoni. “Se sai che potrai salvare una persona, cerchi di salvare almeno quella che è dentro il veicolo” ha detto Christoph Von Hugo, direttore responsabile dei sistemi di sicurezza Mercedes.


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