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Avvocato Buffon, richiesta “nozze urgenti” giorno di morte

LA SPEZIA  –  Morte dell’avvocato di Gianluigi Buffon, Marco Valerio Corini: dopo i tre testamenti un altro documento rischia di mettere nei guai ancora di più la sorella, Marzia Corini. Si tratta di una richiesta di “matrimonio d’urgenza” presentata al municipio di Ameglia dalla giovane fidanzata di Corini, Isabò Michele Barrack, 23 anni, originaria delle Syechelles.

Il documento, custodito nella cassaforte del Comune, riferisce Tiziano Ivani sul Secolo XIX, rappresenta un “possibile movente” per il sospetto omicidio di Corini.

La richiesta di “matrimonio d’urgenza” era stata protocollata e il 24 settembre gli uffici dell’amministrazione hanno contattato proprio Isabò per chiederle di integrare la richiesta con una dichiarazione di “capacità di intendere e volere” di Corini, dal momento che l’uomo era malato di cancro dal gennaio 2013. Ma l’avvocato è morto il giorno dopo, il 25 settembre, secondo l’accusa per una iniezione letale di sedativo praticatagli proprio dalla sorella, Marzia, medico anestesista adesso agli arresti domiciliari con l’accusa di omicidio volontario.

Secondo l’accusa la donna voleva evitare che Corini andasse all’appuntamento dal notaio previsto per il pomeriggio del 25 settembre. I magistrati sono convinti che Marzia Corini e la ex collega di studio, l’avvocato Giuliana Feliciani (indagata a piede libero per falso e circonvenzione di incapace),

“avrebbero plagiato Corini spingendolo a firmare un testamento scritto da loro. L’accusa ritiene che Marzia si sia assegnata indebitamente un milione di euro mentre a Feliciani sarebbero spettati 400 mila euro”.

Adesso a questi misteri se ne aggiunge un altro: la Procura dovrà stabilire se Marzia Corini fosse a conoscenza della richiesta di “matrimonio d’urgenza” depositata da Isabò.

Spiega Ivani sul Secolo XIX:

“La giovane aveva richiesto all’amministrazione di celebrare le nozze nell’abitazione di Ameglia a causa delle condizioni di salute di Corini e aveva presentato una dichiarazione del medico curante, che attestava quali fossero le sue condizioni fisiche. «La pratica è secretata, la conservo nella cassaforte del Comune – afferma il sindaco di Ameglia Andrea De Ranieri – per ora non ce l’ha chiesta nessuno ma abbiano deciso di conservarla, nel caso l’autorità giudiziaria lo facesse. Sicuramente la Procura saprà già tutto, ad ogni modo l’originale del documento è al sicuro».


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