Blitz quotidiano
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Bambina non può andare a scuola: compagni non sono vaccinati

Lia, 6 anni, di Greve in Chianti (Firenze) soffre di immunodeficienza e non può essere vaccinata. In classe con bambini non vaccinati rischierebbe di ammalarsi

GREVE IN CHIANTI (FIRENZE) – Bambina non può andare a scuola perché i compagni non sono vaccinati. Succede a Greve in Chianti, alle porte di Firenze. La piccola, Lia, di 6 anni, si è iscritta alla prima elementare della scuola Domenico Giuliotti, ma non può frequentare le lezioni perché nella sua classe otto bambini su diciotto non sono vaccinati, e lei, a causa di una encefalite che la colpì quando aveva solo due anni, soffre di immunodeficienza e non può essere vaccinata. I suoi genitori, spiega Marco Piazza sul Corriere della Sera, vorrebbero sottoporla al richiamo contro morbillo, parotite, rosolia e varicella, ma i medici temono possa essere rischioso per la salute di Lia.

Il caso della piccola Lia si inserisce in un contesto in cui sempre più genitori decidono di non vaccinare i propri figli dopo la diffusione di alcune notizie, vere o false che siano, su possibili legami tra i vaccini e alcune malattie, in particolare l’autismo.

Scrive Piazza sul Corriere della Sera:

“È il paradosso dei Paesi ricchi e sani. I vaccini, nonostante abbiano debellato tante gravi malattie, salvato milioni di vite e siano considerati più che sicuri da tutta la comunità scientifica vengono messi sotto accusa. I gruppi dei pochi anti-vaccinazione però sono molti attivi e si stanno moltiplicando facendo leva suteorie complottiste trovate su internet, dove gira l’idea che i medici siano «al soldo delle multinazionali farmaceutiche».

Per Lia adesso le alternative sono poche, come ha spiegato sua madre, Corinna Verniani, al Corriere della Sera:

«Dopo averla iscritta andai a parlare con la dirigente scolastica – racconta la madre – per spiegarle la situazione di Lia e per sapere se correva rischi. Lei mi disse che sapeva per certo che almeno 8, dei 18 bambini della classe che mia figlia avrebbe dovuto frequentare, non erano stati vaccinati. Era dispiaciuta, ma mi spiegò che non poteva far nulla». «Se è così preoccupata – mi domandò -, perché non valuta la possibilità di farla studiare a casa?». E continuò: «Se la bambina ha una vita normale, va al cinema, frequenta altri bambini, perché non potrebbe anche stare in classe con bambini non vaccinati?».

Alla domanda se non sarebbe possibile isolare i non vaccinati (sani) e mettere Lia in una classe di bambini vaccinati la dirigente risponde con schiettezza: «Così, su due piedi, non sono in grado di risponderle. Avrei bisogno di tempo».

Nel frattempo la madre di Lia, che non vuol far studiare a casa la sua bambina, ha deciso di farla ricoverare per qualche giorno e di farle fare il richiamo delle vaccinazioni in dose ridotta:

«So che mia figlia potrà avere qualche disturbo, ma mi fido dei medici che le hanno già salvato la vita una volta e che non la esporrebbero a rischi gravi».


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