Cronaca Italia

Bari, bambina soffocata in ospedale: c’è un testimone di 3 anni

Bari, bambina soffocata in ospedale: c'è un testimone di 3 anni

Bari, bambina soffocata in ospedale: c’è un testimone di 3 anni

BARI – Con le manine ha mimato la scena, aiutandosi con le parole che può avere a disposizione un bambino di 3 anni e mezzo. E’ il piccolissimo testimone di quello che sembrerebbe essere un infanticidio. Siamo all’ospedale di Bari dove, nel febbraio scorso, Emanuela è morta a 3 mesi. Una storia sinistra perché per quella morte è indagato il papà della piccola, accusato di averla soffocata nella culla d’ospedale che si trovava a pochi metri dal lettino del bambino di 3 anni che oggi racconta la sua verità.

Racconta il Corriere della Sera:

La mattina del 12 febbraio scorso, a mezzogiorno, nella stanza dove era ricoverata Emanuela, secondo quanto accertato dalle indagini, c’erano Emanuela, il padre e il piccolo di 3 anni e mezzo. Ad un certo punto Giuseppe Difonzo avrebbe distratto il piccolo permettendogli di giocare con il suo telefonino. Poi si sarebbe avvicinato al letto della neonata premendole la fronte, la bocca, il collo e la pancia con le mani. La bambina ebbe una crisi respiratoria ma l’intervento dei medici le salvò la vita. Dodici ore dopo è stata uccisa.

Secondo l’accusa il papà della piccola, un uomo di 29 anni, avrebbe più volte tentato di soffocare la bambina per attirare l’attenzione dei medici. Si tratterebbe, se fosse accertato, del primo caso di sindrome di Munchhausen per procura in Italia. Ma c’è di più:

Secondo i magistrati il 29enne avrebbe ucciso la figlia e poi «utilizzato la morte della piccola, con modalità e contenuti da rabbrividire – scrive il gip nell’ordinanza – al solo scopo di speculare sulla stessa, nel tentativo di invocare la responsabilità dei medici e di ottenere un risarcimento danni».

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