Cronaca Italia

Bari, bimba di 2 anni muore per Seu: sospetti sull’acqua contaminata

Bari, bimba di 2 anni muore per Seu: sospetti sull'acqua contaminata

Bari, bimba di 2 anni muore per Seu: sospetti sull’acqua contaminata

BARI – Una bimba di due anni è morta per sindrome emolitico-uremica, Seu, dopo il ricovero all’ospedale pediatrico Giovanni XXIII di Bari. I medici sospettano che la piccola possa aver contratto l’infezione bevendo l’acqua contaminata di un pozzo locale, dato che gli accertamenti sui campioni di cibo hanno dato esito negativo. Intanto la Procura di Bari ha aperto un fascicolo per omicidio colposo.

Antonio Palma sul sito Fanpage scrive che la bambina, originaria di Corato, era arrivata al pronto soccorso in condizioni disperate e per lei non c’è stato nulla da fare. L’Asl ha subito avviato indagini sull’accaduto, analizzando il cibo contaminato. La sindrome che ha stroncato la bimba infatti spesso è associata a batteri presenti in cibi non cotti bene, come ad esempio il latte non pastorizzato e i suoi derivati:

“Gli esami svolti in questi giorni sui numerosi campioni prelevati da aziende che producono prodotti che la piccola avrebbe potuto ingerire, però , hanno dato esito negativo. Per questo tra le ipotesi degli ispettori si fa sempre più largo l’idea che a determinare la patologia possa essere stata dell’acqua contaminata, probabilmente proveniente da un pozzo artesiano. Per avere certezza bisogna però attendere i risultati delle analisi sui campioni che prelevati nei pozzi della zona.

Intanto, dopo le verifiche delle autorità sanitarie e ambientali, anche il pm di Bari Grazia Errede ha deciso di incaricare i Carabinieri del Nas di ulteriori verifiche sul caso. Sulla morte della bimba infatti è stata avviata anche un inchiesta giudiziaria che ipotizza al momento il pesante reato di omicidio colposo anche se a carico di ignoti. La Procura, che già segue l’inchiesta sulla Seu aperta dopo il decesso di una bambina di Altamura avvenuto nel giugno scorso , ha chiesto di acquisire le cartelle cliniche e tutta la documentazione relativa anche al caso della bimba di Corato”.

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