Blitz quotidiano
powered by aruba

Beau Solomon morto annegato. “Nuotò fino alla fine”, il video

ROMA – Beau Salomon morto annegato. “Nuotò fino alla fine”, il video. E’ morto annegato Beau Solomon, lo studente americano spinto nel Tevere da Massimo Galioto la notte tra il 30 e il primo luglio scorso. I primi risultati dell’autopsia svolta su richiesta della Procura di Roma confermano che il giovane studente americano dopo essere stato scaraventato nel fiume avrebbe sbattuto la testa contro uno dei massi presenti vicino alla banchina.

C’è anche un drammatico video di una telecamera di sorveglianza sulla riva opposta che ha registrato gli ultimi fatali istanti in cui il giovane ha cercato di nuotare e restare a galla prima di essere inghiottito dai flutti. Quanto alla dinamica della morte di Beau, l’esame autoptico svolto presso l’istituto di medicina legale della Sapienza avrebbe verificato la presenza di acqua nei polmoni dello studente della Cabot University e questo escluderebbe (come dimostra anche il video) che Solomon sia morto prima di finire nel fiume.

La zuffa con il senzatetto che vive sulla banchina del Tevere si sarebbe consumata in pochi istanti, secondo quanto hanno riferito agli inquirenti alcuni testimoni. Solomon appariva visibilmente ubriaco e barcollante quando si è imbattuto in Galioto. I motivi del litigio sono ancora da chiarire e comunque, per chi indaga, dopo la lite il senzatetto non sarebbe scappato assieme alla sua compagna ma avrebbe deciso di tornare a dormire nella sua tenda a pochi metri da ponte Garibaldi.

Ieri in procura è stata sentita la compagna di Galioto, Alessia Pennacchioli, che in un primo momento aveva dichiarato di aver assistito al corpo-a-corpo fra il punkabbestia e l’americano e che quest’ultimo era finito nel Tevere. Nel filmato recuperato dalla polizia si vedrebbe la lotta ma non la spinta. Per questo saranno disposti degli ingrandimenti delle immagini. Ma la donna sarebbe stata anche ascoltata in merito alla morte di un altro punkabbestia – Federico Carnicci – nel luglio 2015 in circostanze analoghe sempre nel fiume. Faceva parte del gruppo di Galioto e Pennacchioli, ma solo quest’ultima fu interrogata (aveva detto che lei stava dormendo in tenda). (Rinaldo Frignani, Corriere della Sera)

Per quanto riguarda gli altri esami, anche quelli tossicologici, richiesti dai magistrati di piazzale Clodio e svolti dagli specialisti di medicina legale, bisognerà attendere ancora alcuni giorni. Intanto dal carcere di Regina Coeli, Galioto dichiara la sua estraneità su quanto accaduto. “Sono stato messo in mezzo – ha detto al suo difensore – da altri quella notte ma io non c’entro nulla. Su quella banchina non ero solo”.

Sostanzialmente Galioto sostiene che quando è scoppiata la lite con Solomon non si trovava solo e che le persone presenti non erano le stesse che avevano accompagnato lo studente sulla banchina, secondo gli inquirenti i rapinatori della carta di credito dello studente. Sul fronte delle indagini è stato fissato per domani nel carcere di Regina Coeli l’interrogatorio di convalida di Galioto davanti al gip Maria Agrimi.

Nei confronti del 41enne il pm Marcello Monteleone contesta il reato di omicidio aggravato dai futili motivi. Gli inquirenti comunque stanno cercando di identificare le due persone che hanno avvicinato Solomon nella zona di piazza Trilussa con l’intento di sottrargli la carte di credito. Sul conto corrente del giovane, che era arrivato a Roma da solo pochi giorni, sono stati registrati movimenti in uscita per circa 1500 dollari dopo la sua aggressione.