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Benevento, la piccola Maria “aveva paura di qualcuno”

BENEVENTO – Maria da qualche tempo era turbata, aveva paura di qualcuno. E’ quello che sostengono alcune amiche della bambina romena violentata e annegata in una piscina in provincia di Benevento. Ora gli inquirenti dovranno trovare tracce di Dna sui vestiti e sulla biancheria della bambina utilizzati nell’ultimo periodo di vita per capire chi la violentasse. L’autopsia infatti ha mostrato che la piccola era vittima di violenze “pregresse”. Indagato per la morte della piccola Maria è il connazionale Daniel Ciocan. 

All’appuntamento con le amiche davanti alla chiesa dell’Assunta per partecipare alla processione di Sant’Anselmo, la festa patronale, Maria è arrivata in macchina con Daniel. Le amichette l’hanno vista scendere dalla sua auto, ma non sapevano da dove venisse. E’ stato il giovane rumeno a rivelare agli investigatori di averla incontrata per caso e accompagnata a Telese, un paese che dista 4-5 km. E’ stata lei a chiederglielo, ha detto: lui l’avrebbe aspettata e riportata indietro. Ma non si sa cosa siano andati a fare a Telese. Fatto sta che al ritorno Maria era ancora viva, è scesa dall’auto del rumeno e l’hanno vista in tanti. Una volta arrivata in parrocchia Maria apprende che la processione è saltata a causa del violento temporale che si è abbattuto sul paesino. Saluta tutti e si allontana. Sola. Molte ore dopo, a poche centinaia di metri dalla chiesa la trovano galleggiante nella piscina del ristorante che domenica era chiuso. È , i vestiti, maglietta e pantaloncini, sono appoggiati a una sedia sul prato intorno alla vasca. In terra, accanto alle scarpette, lo slip.


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