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Berlusconi e Francesca Pascale: indagato il personal trainer

MILANO – Indagato per ricettazione il personal trainer di Berlusconi, Francesca Pascale, Fabrizio Corona…Davide Gariboldi è stato accusato dopo una perquisizione a casa sua a seguito di una denuncia. Ecco come sono andate le cose secondo il Corriere della Sera:

Una vita in palestra, tra pesi e bilancieri, fino a costruirsi un fisco scultoreo e una carriera brillante da «allenatore dei vip». Ma ora per Davide Gariboldi, 46 anni, personal trainer e amico, tra gli altri, di Silvio Berlusconi e Francesca Pascale, arrivano i guai con la Procura. Colpa di due flaconi di anabolizzanti scoperti in un cassetto della cucina di casa sua dai carabinieri. Ora l’uomo è indagato dal pm brianzolo Michele Trianni, che ha ipotizzato nei suoi confronti il reato di ricettazione. L’indagine nasce da una perquisizione effettuata all’alba del 5 maggio scorso nell’abitazione dell’istruttore di fitness a Carate Brianza, località dove vive, e dove conduce una palestra molto nota tra gli appassionati di body building.

I carabinieri del nucleo operativo radiomobile della compagnia di Seregno, comandata dal capitano Danilo Vinciguerra, ricevono la segnalazione dalla centrale operativa alle cinque e mezza del mattino. A chiamare è una donna di 30 anni trovata in via Sant’Ambrogio, in centro a Carate, poco distante dall’appartamento dello sportivo, visibilmente scossa. Ai militari racconta di aver trascorso la nottata insieme a Gariboldi, con il quale sarebbe nata una discussione. Riferisce di essere stata aggredita dall’uomo che le avrebbe addirittura sottratto 300 euro, sfilandoli dalla borsa. E dice anche di aver visto della polvere bianca sulla mensola della cucina, «probabilmente cocaina».

Scatta la perquisizione: in casa non c’è traccia di droga però, così come la versione della lite e dell’aggressione si sgonfia presto. In compenso gli investigatori trovano altro:

Quello che i carabinieri scoprono in un cassetto, semmai, sono 36 pastiglie da 50 milligrammi ciascuna di oxymetholone, uno fra gli steroidi più potenti in circolazione, e altre 26 compresse di anabolizzanti di più piccole dimensioni. Farmaci posseduti senza ricetta medica, e per questo di provenienza illecita, secondo le contestazioni del magistrato. Accusa da cui il body builder si difenderà, assistito dall’avvocato Ivan Colciago, ma che nel frattempo rischiano di danneggiare la sua immagine di «atleta completo, poliedrico, carismatico», come si autodefinisce sul suo sito personale.