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Bernardo Caprotti, Comune Milano vuole intitolargli una via. Ma la sinistra si oppone

MILANO – Il consiglio comunale di Milano vuole intitolare una via o una piazza a Bernardo Caprotti, il fondatore della catena di supermercati Esselunga morto venerdì 30 settembre. Ma la sinistra non firma la mozione.

Bernardo Caprotti “è stato un imprenditore coraggioso che ha innovato il mondo della grande distribuzione commerciale partendo da Milano e dalla Lombarda – si legge nella mozione – per questo si chiede al sindaco e alla giunta di attivarsi per intitolare una via, una piazza o un giardino alla memoria di Bernardo Caprotti, patron di Esselunga e inventore del primo Supermercato italiano”. Nella mozione c’è anche la proposta di dedicare alla figura dell’imprenditore una targa da apporre al Famedio del Cimitero Monumentale tra i grandi che hanno dato lustro alla città.

A dire no alla mozione presentata da Forza Italia, ma firmata dagli esponenti della Lega, delle liste Sala e Milano popolare, del Pd e del Movimento 5 Stelle, sono stati i consiglieri di Sinistra e costituzione e di Sinistra per Milano (ovvero la realtà milanese di Sel). Così come non ha firmato Paolo Limonta, già braccio destro del sindaco arancion-vendoliano Giuliano Pisapia, ricorda Giannino Della Frattina sul Giornale.it, che scrive:

Evidentemente troppo per chi tanto si riempie la bocca con la difesa dei lavoratori, rendere onore a chi oggi dà uno stipendio a 22mila dipendenti. E che da quel primo supermercato aperto in viale Regina Giovanna ha dato da mangiare a centinaia di migliaia di famiglie. Senza chiedere nulla in cambio, anzi rifiutando l’Ambrogino, la massima onorificenza cittadina che in molti avrebbero voluto assegnargli. Troppo l’odio di classe per Limonta e compagni che non hanno ceduto nemmeno di fronte alla morte.

 

 

 

 

 


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