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Biagio Antonacci assolto dall’accusa di evasione fiscale

MILANO – Il cantautore milanese Biagio Antonacci è stato assolto dall’accusa di evasione fiscale perchè “il fatto non è più previsto dalla legge come reato”. Antonacci era accusato di una presunta evasione fiscale da circa 3,5 milioni di euro che sarebbe avvenuta, secondo l’accusa, tramite l’interposizione di tre società, di cui due italiane e una estera.

Biagio Antonacci rischiava un anno e mezzo di condanna. Il viceprocuratore onorario Luciana Greco aveva chiesto la condanna a un anno e sei mesi per il cantante imputato a Milano per una presunta evasione fiscale da circa 3,5 milioni di euro per imposte relative agli anni dal 2004 al 2008 e che sarebbe avvenuta, secondo l’accusa, tramite tre società, due italiane e una estera. Secondo il rappresentante dell’accusa, il cantautore avrebbe evaso le tasse “con un costrutto particolare” e nello specifico “con l’interposizione fittizia dei tre soggetti giuridici” che, secondo le indagini, sarebbero state soltanto “società vuote” per aggirare il fisco.

A queste società, tra l’altro, secondo l’accusa, Antonacci avrebbe addebitato anche spese personali “come i costi per il noleggio di un gommone o quelli di un quadriciclo elettrico”. Per l’accusa, inoltre, il fatto che il cantante abbia sanato la sua posizione dal punto di vista tributario non conta “perché le imposte vanno pagate quando sono richieste”. L’inchiesta, spiega l’Ansa, è nata da una verifica fiscale della Guardia di Finanza nel giugno del 2008 a seguito della quale l’artista, nel 2012, ha regolarizzato la sua posizione con l’Agenzia delle Entrate. A rinviarlo a giudizio con citazione diretta per il reato di ‘infedele dichiarazione’ è stato tempo fa il pm Carlo Nocerino, ora procuratore aggiunto a Brescia.