Blitz quotidiano
powered by aruba

Biella. Picchiavano i 4 figli con la cinghia. Condannati ma… impuniti

ROMA – Biella. Picchiavano i 4 figli con la cinghia. Condannati ma… impuniti. Solo l’altro ieri è arrivata la sentenza che ha posto la parola fine alla drammatica vicenda che ha visto visto quattro bambini, due fratelli e due sorelle,
picchiati dai genitori, senza pietà, regolarmente, la cinghia come strumento di punizione preferito. Siamo a Biella, i due genitori hanno ricevuto la condanna (il padre condannato a 4 anni di reclusione, la madre a 2 anni e 4 mesi) ma ormai sono passati 8 anni dalla prima indagine dei carabinieri: i due violenti non andranno in galera, i ragazzi non riceveranno il risarcimento stabilito (40mila euro a testa). Sulla vicenda è calato il sipario della prescrizione. Almeno la verità, almeno quella, è salva.

Ai quattro figli, due maschi e due femmine, bastava vedere una cinghia posata sul tavolo per capire al volo cosa sarebbe successo. E servivano a poco i tentativi del più grande di nascondere nell’armadio fratellino e sorelline […]

Nel caso dei genitori violenti, uno dei pochi magistrati «di stanza» a Biella se n’è occupato come gip nel 2010 e non ha potuto proseguire. Altri quattro giudici si sono alternati senza riuscire a raggiungere una sentenza: uno di loro ha svolto solo un’udienza. E soltanto l’ultimo magistrato, che ha completato l’iter con un encomiabile tour de force ha evitato una totale débacle, salvando almeno l’onore. (Daniele Pasquarelli, La Stampa)