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Bimba morta a 3 anni: arrestato patrigno Tonino Krstic

CALAMBRONE – E’ morta a soli 3 anni a Calambrone (Pisa)uccisa forse dalle percosse di un uomo che probabilmente, scrive l’Ansa, non sopportava i suoi guai di salute e che con ogni pretesto la picchiava, lasciandole sul corpo ecchimosi e segni inequivocabili, anche di cinghiate. La piccola, morta ieri sera in un monolocale fatiscente sul litorale pisano, e la sua ‘nuova’ famiglia erano totalmente sconosciuti ai servizi sociali del territorio.

Il compagno della mamma, Tonino Krstic, serbo di 33 anni, è finito in carcere con un’accusa infamante: maltrattamenti in famiglia e lesioni, ma è ancora presto per dire con certezza che sia stato lui ad uccidere la bimba. Davanti ai carabinieri che lo hanno interrogato per ore fino all’arrestoha negato tutto. Poi sono arrivate, parallelamente, le ammissioni della sua compagna, ora ricoverata in stato di choc all’ospedale di Pisa.

Le botte alla bambina, scrive Ansa, erano frequenti durante quella convivenza. L’autopsia chiarirà definitivamente le cause del decesso e fornirà le risposte mancanti. Se la morte fosse stata provocata dalle violenze, la posizione di Krstic si aggraverà e gli sarà contestato l’omicidio, anche se preterintenzionale. Se invece il decesso fosse stato provocato da qualche patologia, l’uomo risponderà comunque delle angherie che, sono sicuri gli inquirenti, avrebbe comunque inferto alla figlia della sua compagna.

Il padre della piccola, che risiede a Rapallo (Genova), oggi è scoppiato in lacrime davanti ai carabinieri che gli hanno raccontato le ultime vicissitudini della sua bambina. La madre si era allontanata da lui circa un anno fa, dopo avere conosciuto in chat il serbo: aveva lasciato la Liguria e accettato di vivere in questo tugurio di Pisa. Diventando ‘invisibile’, in un monolocale fatiscente ricavato in un’ex pizzeria davanti al mare abbandonata da anni. Anche i servizi sociali erano all’oscuro di tutto.

Lo ha ammesso anche Sandra Capuzzi, presidente della Società della salute e asre pisana alle politiche sociali, esprimendo “disappunto e rabbia” per l’accaduto “perché deve far riflettere che nessuno abbia segnalato quelle situazioni di disagio”. Anche perché quella bimba qualcuno l’aveva notata: “Era bellissima, sembrava un angelo”, la ricorda l’edicolante della zona. E il tabaccaio aggiunge: “Lui lo conosco da anni, veniva a prendere le sigarette qui. La mamma e la bambina sono arrivate nei mesi scorsi, forse un anno fa”.


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