Blitz quotidiano
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Bimbo se la fa addosso, fratello pulisce. E mamma fa causa

L'episodio è accaduto alcuni giorni fa alla scuola elementare Muratori di Padova: un bimbo di 7 anni se l'è fatta addosso e la bidella ha chiamato suo fratello di 10 per pulire

PADOVA – Ha fatto pulire ad un bambino di 10 anni i bisogni fatti dal fratellino di 7 anni. Ma per il direttore della scuola questa bidella non ha sbagliato in nulla. La madre dei bambini, però, non ci sta e annuncia di voler far causa alla donna. 

La vicenda risale a pochi giorni fa, quando, alla scuola elementare Muratori dell’istituto comprensivo Briosco di Padova un bimbo di 7 anni, preda dell’influenza intestinale, non è riuscito ad arrivare in bagno in tempo e se l’è fatta addosso. Fin qui le versioni della madre dei bambini, Alessandra Bortoletto, e della scuola coincidono.

A quel punto, però, secondo la signora Bortoletto il suo figlio minore non sarebbe stato aiutato dalla bidella, che avrebbe invece chiamato in soccorso il fratello maggiore non solo per pulire il piccolo malato, ma anche per lustrare per terra.

“Sembra un film ma è la realtà, dice la mamma dei bambini al Gazzetino. Una vera vergogna. Ora è troppo tardi con i “ma”, i “se”, i “ma io”. Chi ha sbagliato deve capire. Ho parlato un pomeriggio intero con i miei figli, e non ho motivo di pensare che le cose siano andate diversamente. La loro descrizione dell’accaduto è stata molto precisa e circostanziata”.

Ma, spiega Federica Cappellato sul Gazzettino, la dirigente scolastica dell’istituto, Michela Bertazzo, non la pensa così, ma sostiene che si sia fatto il possibile per trattare il bambino con il mal di pancia nel modo più delicato e rispettoso possibile.

Sulla vicenda è intervenuto anche il direttore dell’Ufficio scolastico provinciale di Padova, Andrea Bergamo, che ha spiegato:

“Secondo la dirigente il bambino più piccolo provava vergogna, si era chiuso in se stesso, impaurito; per rincuorarlo la maestra gli ha proposto di chiamare il fratello e lui ha acconsentito. La bidella, persona che mi dicono molto sensibile, ha cercato di aiutarlo, ma lui non voleva essere toccato, quindi il comportamento della collaboratrice scolastica è stato esemplare, anzi lei stessa ha accompagnato entrambi i bambini fino alla porta del bagno, aspettandoli fuori. Noi recepiamo questa versione dalla scuola e per noi il caso finisce qui”.

La signora Bortoletto, invece, conferma la propria versione:

“Io ho la coscienza pulita: loro hanno sbagliato e devono capirlo. Il bimbo si vergognava ad essere spogliato da loro e così hanno chiamato il fratello? Allora io dico: anche se fosse, dovevano chiamare me. Punto”.


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