Cronaca Italia

Blocco auto colabrodo: l’esercito degli esentati

Blocco auto colabrodo: l'esercito degli esentati

Blocco auto colabrodo: l’esercito degli esentati

MILANO – Basta un vestito da prete. O un matrimonio. Va ancora meglio un funerale ma basta persino dire che si sta partendo per un viaggio. Fatta la legge, trovato l’inganno. Adagio vecchio che vale, e perché non dovrebbe, anche per il blocco delle auto. Perché se è vero e indiscutibile il disagio per tanti automobilisti che nelle grandi città non possono andare normalmente al lavoro a causa dei blocchi è altrettanto vero l’italico talento per la ricerca di soluzioni alternative, non all’uso dell’auto, ma al rispetto della norma.

Racconta Raffaela Troili per il Messaggero che per capire che usare l’auto durante il blocco non è poi un’impresa basta dare una rapida occhiata al sito del Comune di Milano. Là c’è l’elenco degli esentati. E le sorprese non mancano. Basta vestirsi da prete, ironizza Troilli. Perché il culto è sacro e i sacerdoti sono esentati. Così come sono esentati tutti quelli che la macchina prendono per andare ad un matrimonio. Cosa fa un vigile, chiede la partecipazione per verificare?

Ma l’elenco è lungo. Possono circolare, per esempio, tutti “i veicoli utilizzati da lavoratori che stanno rispondendo a chiamata in reperibilità e di artigiani della manutenzione”. Cioè idraulici, ascensoristi e artigiani vari. Ovvio: se c’è uno intrappolato in ascensore il tecnico deve poter arrivare. Peccato che basti un timbro e il permesso di circolazione vale anche per i loro assistenti. Veri o presunti che siano.

L’elenco degli esenti continua. Possono circolare quelli che vanno agli eventi sportivi. Anche la partita del pupo.

Può circolare chi va a un funerale. Sarebbe infame negarlo. E poi perché i matrimoni sì e i funerali no? Finito? Assolutamente no.

Può circolare anche chi sta partendo per una vacanza. Anche qui vale l’obiezione di cui sopra. Che fa il vigile chiede di visionare la prenotazione dell’hotel?

Può circolare, ovviamente, chi ha un contrassegno per il trasporto di invalidi. O meglio, possono circolare gli invalidi. Ma anche qui, come al solito, il problema è la verifica. Cosa dire a un cittadino che viaggia solo e risponde al vigile: “Sto andando a prendere papà che è disabile?”

 

To Top