Blitz quotidiano
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Boettcher-Levato, minacce al pm: “Acido anche per te”

MILANO – “Acido anche per te”. E’ la minaccia contenuta in una lettera che il pm di Milano, Marcello Musso, titolare dell’inchiesta sulle aggressioni con l’acido, ha trovato in una buca delle lettere del suo condominio. E’ stato lo stesso pm a rivelarlo ai cronisti dinanzi all’aula della Terza Sezione Penale d’appello dove si è svolto il processo di secondo grado a carico di Martina Levato e Alexander Boettcher, già condannati in primo grado a 14 anni per l’aggressione a Pietro Barbini.

“Chiederò di poter parlare con il prefetto – ha detto Musso – per superare gli ostacoli che una burocrazia più o meno grigia può frapporre”. Il Pm ha chiesto di essere applicato anche in appello ma a sostenere l’accusa oggi c’era il sostituto Pg Lucilla Tontodonati. “Sono qui – ha detto Musso – per far capire a chi mi minaccia che troverà pane per i suoi denti”.

La lettera minatoria ricevuta da Musso, che è anche titolare di altri procedimenti contro trafficanti di droga legati alla ‘ndrangheta, fa riferimento anche ad altre inchieste. Questo il testo sgrammaticato della missiva:

“Carabbiniere chi ti sente? Ti piace vedere la gente portata in manette. Ai cristiani chiedi di aiutarti a trovare il ragazzo scappato per forza che la di mira di Quarto. Poi dai le borse di carte a Fiorilla ti immischi anche nel bambino ripeti che siei orgoglioso discrasie degli altri e vai a fare appello. Ma stai attento ACIDO c’è ANCHE PER TE. TTENTO molto attento che vedi che abiti dove lo sapiamo”

“Mi trovo qua non per sostenere l’accusa in appello – ha spiegato il pm davanti all’Aula – ma perché in quella missiva si fa riferimento al Pm che si occupa dell’appello e ho voluto dare una risposta in termini di non paura e dire a chi ha scritto queste cose che non arretrerò di un millimetro sia nei confronti di chi risponde delle aggressioni con l’acido sia nei confronti dei latitanti trafficanti di droga”

Quanto al processo d’appello, oggi il sostituto Pg di Milano, Lucilla Tontodonati, ha chiesto di confermare le condanne a 14 anni di carcere per Martina Levato e Alexander Boettcher.

Martina ha rilasciato dichiarazioni spontanee: “E’ stato Alexander Boettcher – ha ribadito dopo averlo fatto con il suo memoriale – il regista dell’aggressione con l’acido a Pietro Barbini”. La ragazza ha raccontato di aver difeso in un primo momento l’allora fidanzato perché temeva che si sarebbe suicidato, come aveva minacciato. Mentre dal canto suo, Boettcher ha ripetuto: “Se dietro l’aggressione a Barbini c’è stato ‘un piano’ è stato di Martina, io sono innocente”.

Levato, tra l’altro, è già stata condannata a 16 anni nel processo di primo grado sugli altri blitz, mentre sempre nel procedimento ‘bis’ il broker è stato condannato a 23 anni in primo grado. I giudici dopo gli interventi delle difese si sono riuniti in camera di consiglio. Potrebbero uscire con un verdetto o con un’ordinanza, nel caso decidessero di accogliere una o più delle richieste istruttorie presentate dalle difese, tra cui l’istanza di interrogatorio di Martina.

Il Pg, in particolare, dopo le dichiarazioni spontanee degli ormai ex amanti che si accusano a vicenda, ha chiesto di confermare le condanne a 14 anni emesse lo scorso giugno per il blitz contro l’ex fidanzatino di Martina sfigurato il 28 dicembre 2014, quando poi i due vennero arrestati.