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Bollette telefono: i contratti indesiderati. Come difendersi dalle trappole

ROMA – Bollette telefono: i contratti indesiderati. Come difendersi dalle trappole. Navigare in rete o semplicemente rispondere a una chiamata: basta un niente o un sì distratto a un operatore insistente per vedersi appioppati contratti non richiesti, falsi abbonamenti, doppie fatturazioni. E la bolletta sale fino al punto che devi per forza reagire ma ti rendi conto che per non pagare quello che non devi o per essere risarciti del mal tolto è un’odissea. Aduc, l’associazione dei consumatori, segnala i rischi e le trappole insieme a un ragguaglio sui passi necessari per difendersi .

Il “sì” al telefono che ti incastra. La registrazione del “sì” che subordina l’accettazione di una offerta telefonica si presta così tanto ai raggiri che il fenomeno delle manipolazioni che in Italia giungono a frotte operatori stranieri. Un caso molto attuale è, infatti, quello di una società canadese dei telefoni che, spacciandosi per Tim, è riuscita a raggirare e a intestarsi numerosi clienti», dice Pietro Moretti, vicepresidente Aduc, sentito da La Stampa.

Spesso bastato un “sì” distratto (e magari senza la replica obbligatoria sempre telefonica, che magari è una copia manipolata del primo “sì”) per rimanere intrappolati da una generica offerta di risparmio con la conseguenza di un nuovo contratto di luce e gas o per la tv a pagamento non voluti.

Ci vuole però una certa procedura: l’operatore deve fornire prima di tutto le giuste informazioni, poi dopo 10 giorni da un eventuale «sì» al telefono deve arrivare il contratto scritto a casa che vincola solo dopo la firma. C’è però anche l’iter senza firma: si dà il consenso su un supporto registrato, direttamente al telefono. In ogni caso, da quando si dà l’ok ci sono poi 14 giorni per il ripensamento. (Sandra Riccio, La Stampa)

Un click sullo smartphone e rimani incastrato. Non avevi nessuna intenzione di abbonarti a un servizio personalizzato di meteo online, o dell’oroscopo quotidiano, ma cliccando sulla pagina web o su una pubblicità trappola e ti ritrovi ad aver acceso il meccanismo infernale: magari ti spillano pochi euro a settimana, ma mentre cerchi disperatamente di disattivare l’abbonamento il tassametro corre.

Le compagnie telefoniche sono state multate ma la strada è ancora molto battuta, soprattutto l’operatore Tre la mette in atto con oltre il 90% delle lamentele che riceviamo», dice Moretti.

In caso di difficoltà, occorre prima di tutto inviare un reclamo (cartaceo e all’indirizzo previsto dall’azienda). Se non c’è risposta o non è soddisfacente, c’è la possibilità di rivolgersi al Corecom, il Comitato regionale per le comunicazioni. Basta compilare il modulo online e aspettare di essere convocati nel giro di poche settimane. In più non ci sono spese legali né altri costi da pagare. Vale anche per i casi di mega bollette nel caso di navigazione su Internet all’estero. C’è chi si è ritrovato con bollette da 7mila euro – dice Moretti -. Non tutti sanno che le compagnie non possono fatturare inappropriatamente più di 50 euro per il consumo di Internet fuori dall’Italia». (Sandra Riccio, La Stampa)