Cronaca Italia

Bomba d’acqua su Cortina d’Ampezzo, colata di detriti travolge auto: morta Carla Catturani

Bomba d'acqua su Cortina d'Ampezzo, colata di detriti travolge auto: un morto

Bomba d’acqua su Cortina d’Ampezzo, colata di detriti travolge auto: un morto

CORTINA D’AMPEZZO – Una bomba d’acqua si è abbattuta su Cortina d’Ampezzo nella notte tra 4 e 5 agosto, causando una colata di detriti che ha ucciso una donna, Carla Catturani. Il presidente del Veneto Luca Zaia ha firmato lo stato di crisi per l’area interessata dalla frana.

Le aree interessate dal maltempo sono quelle della zona del Cristallo e la strada delle Dolomiti è stata interrotta in tre punti: Rio Gere, al Lago Scin e in località Alverà. La zona comunque non è isolata, in quanto ci sono strade alternative che consentono di raggiungere le varie destinazioni. Nel frattempo i vigili del fuoco hanno fatto evacuare, per precauzione, il personale del ristorante ‘Lago Scin’ che si trova a ridosso del punto in cui è arrivata la bomba d’acqua.

L’auto con la vittima è stata individuata dai soccorritori nell’alveo del torrente tra Riogere e lago Scin. Con l’aiuto di una piccola ruspa è stata liberata l’auto dai detriti ma il personale sanitario del Suem non ha potuto che costatare il decesso della persona che era a bordo.

Si tratta di una donna di 60 anni, Carla Catturani, un medico in pensione che aveva partecipato ad una festa paesana nella zona e stava rincasando anzitempo per l’insorgere del maltempo. La donna, alla guida della sua Panda, stava attraversando un ponte della statale 51, che dalla località Ampezzana porta a Passo Tre Croci, quando è piombata sulla strada l’imponente massa di detriti che ha travolto il mezzo, facendolo finire nell’alveo del torrente tra Riogere e Lago Scin.

La colata di detriti ha invaso anche il piano terra di una decina di case e una diverse automobili, nella frazione di Alverà, i cui proprietari hanno lanciato l’allarme chiamando i vigili del fuoco e i carabinieri.  Sul posto sono giunte squadre dei soccorritori dei vigili del fuoco, del soccorso alpino, i carabinieri e la polizia di stato che si sono messi alla ricerca della persona scomparsa che è stata poi trovata dai cinofili del soccorso alpino.

Per il prefetto di Belluno, Francesco Esposito, “la priorità è cercare di capire i danni che si sono verificati, ma anche il rischio che si può prospettare nel caso di nuove precipitazioni. Soprattutto bisogna mettere in sicurezza gli abitanti della zona”. Per il prefetto bisogna lavorare a un piano per l’eventuale evacuazione delle persone che potrebbero trovarsi in situazione di pericolo:

“E’ importante fare una ricognizione delle persone che abitano in zona a rischio – osserva -: bisogna conoscere in particolare situazioni che richiedono forme di assistenza, persone anziane o disabili, in modo da poterle allontanare, nel caso di altri fenomeni meteorologici intensi, concentrati nella stessa zona”.

 

La frana a Cortina richiama alla mente la tragedia con tre morti avvenuta due anni fa, lo stesso 5 agosto, a San Vito di Cadore, a una decina di chilometri di distanza. In quell’occasione, una coppia tedesca e un cittadino ceco – la fidanzata di quest’ultimo si era salvata – erano stati travolti nella notte da una frana provocata da una tempesta d’acqua. Tutte e tre le vittime si trovano in auto nell’area del parcheggio della seggiovia, una zona abitualmente usata da escursionisti per passarci la notte per poter raggiungere alle prime luci dell’alba i sentieri o le pareti da scalare.

To Top