Cronaca Italia

Boris Rasnik, detenuto per omicidio: si laurea in carcere, poi evade in permesso premio

Boris Rasnik, detenuto per omicidio: si laurea in carcere, poi evade in permesso premio

Boris Rasnik, detenuto per omicidio: si laurea in carcere, poi evade in permesso premio

PADOVA – Una laurea in filosofia con il massimo dei voti su Simone Weil, mentre in carcere a Padova stava scontando una pena per omicidio. Aveva la fama di “detenuto modello”, ma all’ultimo permesso premio si è “volatilizzato” e adesso polizia e carabinieri lo stanno cercando ovunque, anche se il timore è che possa essere già fuggito dall’Italia.

E’ da mercoledì scorso che non si hanno più notizie di Boris Rasnik, 43 anni di nazionalità serba, uscito dalla casa circondariale “Due Palazzi” a Padova per un permesso di tre giorni da trascorrere in una comunità protetta, la “Piccoli Passi”, sempre nella città del Santo. Il serbo, durante una delle pause che gli permettevano di lasciare la struttura, è salito su un’auto che lo aspettava all’esterno e si è allontanato. Venerdì sarebbe dovuto fare ritorno in carcere ma nessuno l’ha visto ed è scattato l’allarme.

Rasnik, che nel corso della sua lunga attività malavitosa aveva utilizzato numerosi alias, stava scontando una condanna di 26 anni, 10 mesi e 20 giorni per condanne riguardanti l’omicidio di un connazionale, avvenuto nel 1996 a Torino, e altri reati contro il patrimonio. Da quando era stato trasferito nel carcere padovano, aveva iniziato un percorso di recupero.

Il 16 giugno scorso si è laureato in Filosofia nella sezione del carcere dell’Università di Padova. Un risultato che aveva avuto una certa risonanza a livello locale elevando il serbo a esempio di “detenuto modello”. Il 22 agosto scorso, il tribunale di Sorveglianza gli aveva concesso un permesso premio per trascorrere tre giorni fuori dal carcere, dalle 9 di martedì 26 alle 18 di venerdì 29, in una comunità di recupero. Accompagnato dai volontari, avrebbe anche avuto la possibilità di girare per Padova.

Mercoledì però non è rientrato nella struttura e si è reso irreperibile. Adesso sulle sue tracce si sono messe le forze dell’ordine, ma il sospetto è che possa essere scappato all’estero per tornare in Serbia.        L’episodio ha portato il sindacato di Polizia penitenziaria Sappe a fare la conta delle evasioni nei primi sei mesi dell’anno: 6 evasioni da istituti penitenziari, 17 evasioni da permessi premio e di necessità, 11 da lavoro all’esterno, 11 da semilibertà e 21 mancati rientri di internati.

Dati considerati comunque minimi, rispetto ai beneficiari. Nel 2016 sono stati concessi 32.617 permessi premio e le evasioni in tutto sono state 34, ossia lo 0,1%. Questi dati “non devono perciò inficiare l’istituto della concessione delle ammissioni al lavoro all’esterno o dei permessi ai detenuti” ha sottolineato il segretario Donato Capece, secondo il quale però “il sistema penitenziario, per adulti e minori, si sta sgretolando ogni giorno di più”.

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