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Bossetti, lettere spinte con detenuta: cosa si scriveva

BERGAMO – Uno scambio di lettere spinte in carcere con un’altra detenuta. Nuovi guai per Massimo Giuseppe Bossetti, unico accusato per l’omicidio della 13enne Yara Gambirasio.

Il pm Letizia Ruggeri ha chiesto alla Corte che siano acquisite nel processo alcune missive che si sono scritti in questi mesi l’operaio di Mapello e un’altra carcerata: i due detenuti avrebbero scambiato commenti anche di natura e, secondo indiscrezioni, con riferimento ad argomenti simili cercati nei due pc trovati in casa di Bossetti dopo il suo fermo del 16 giugno 2014 (“il carpentiere parlerebbe anche di una sua predilezione relativa a un aspetto dell’organo femminile”, scrive L’Eco di Bergamo). I giudici decideranno se acquisire o meno quegli elementi il prossimo 22 aprile.

Dal canto loro i legali del carpentiere hanno chiesto 5 perizie: quella sul Dna, una medico-legale sull’orario del decesso della ginnasta, una relativa alle telecamere che ripresero il furgone, e una sulle sferette e una sulle fibre rinvenuti sul furgone di Bossetti, per l’accusa compatibili con quelle ritrovate sul giubbino della vittima.

Intanto, è stato ascoltato il figlio 14enne di Massimo Bossetti. Un’udienza a porte chiuse alla quale non hanno potuto assistere nemmeno i giornalisti. Il figlio maggiore dell’imputato era arrivato in tribunale su una Renault Clio a bordo della quale c’erano la mamma Marita Comi e alla guida Denti.

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