Cronaca Italia

Bruno Gulotta, donazioni sotto attacco hacker. Sciacallo specula sulla vittima di Barcellona

Bruno Gulotta, donazioni sotto attacco hacker. Sciacallo attraverso phishing specula sulla vittima di Barcellona

Bruno Gulotta, donazioni sotto attacco hacker. Sciacallo specula sulla vittima di Barcellona

LEGNANO – Uno sciacallo sta cercando di rubare i soldi raccolti per una delle vittime di Barcellona: un gesto vergognoso, denunciati dai colleghi di Bruno Gulotta, che hanno organizzato una donazione in favore dei parenti dell’uomo di Legnano morto nell’attentato della settimana scorsa. Adesso un malvivente, denunciano, sta cercando di approfittare del clamore suscitato dalla campagna. I colleghi del sito Tom’s Hardware, in un post sul sito aziendale dove chiedono l’aiuto degli “amici esperti di sicurezza informatica”. “Questa mattina – si legge online – abbiamo ricevuto una mail di phishing (Truffa informatica effettuata inviando un’e-mail con logo contraffatto) sull’account Paypal del country manager di Tom’s Hardware per l’Italia, Roberto Buonanno. Come sapete, abbiamo cominciato a raccogliere donazioni su questo account perché non c’era tempo e possibilità di fare altrimenti. Ieri, alla riapertura degli istituti di credito, abbiamo attivato un conto bancario in cui fare confluire le donazioni. Nel frattempo è arrivato lo sciacallo. Immaginiamo che la mail-trappola si stia pericolosamente diffondendo. Stiamo per presentare una denuncia formale alla Polizia delle Comunicazioni, ma chiediamo anche il vostro aiuto”.

La cifra raggiunta con la raccolta fondi a favore della compagna e dei figli di Bruno Gulotta, “è talmente rilevante da richiedere la necessità di una forma giuridica per la gestione dei fondi”. Sono arrivate donazioni da parte di amici, parenti, colleghi e contatti professionali di Bruno e dai lettori di Tom’s Hardware, “ma quello che ci ha veramente sorpreso è il numero elevatissimo di donazioni da parte di persone sconosciute, che nei loro messaggi si sono dimostrate sensibili alla tragedia. Hanno inviato denaro da ogni parte del mondo: Stati Uniti, Canada, quasi tutti i paesi europei, e perfino Australia, Singapore e Hong Kong”. Una risposta “sbalorditiva sia per l’importo, che manterremo privato fino al termine della campagna di raccolta fondi, che per il numero dei donatori: oltre diecimila tra privati e aziende”.

Per questo i colleghi stanno valutando la creazione di un Comitato o di un’Associazione che supervisioni in piena trasparenza l’impiego dei proventi della raccolta. “Il nostro scenario ideale sarebbe quello di un’entità che, fino all’esaurimento dei fondi, paghi le spese mensili del nucleo familiare e soddisfi ogni necessità: affitto di casa, assicurazione o spese sanitarie, spese scolastiche, retta di asilo nido e altre strutture sportive o di intrattenimento per i bimbi. Il comitato/associazione – annunciano – sarà creato la prossima settimana, non appena avremo la disponibilità della Camera di Commercio di Milano”.

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