Cronaca Italia

Caccia a Igor Vaclavic, l’ex militare russo sospettato di aver ucciso il barista a Budrio

Caccia a Igor Vaclavic, l'ex militare russo sospettato di aver ucciso il barista a Budrio

Caccia a Igor Vaclavic, l’ex militare russo sospettato di aver ucciso il barista a Budrio

ROMA – Caccia a Igor Vaclavic, l’ex militare russo sospettato di aver ucciso il barista a Budrio. Su di lui pende un mandato di arresto europeo per tre rapine commesse nel 2015 in provincia di Ferrara e il sospetto che sia stato sempre lui, Igor Vaclavic, 41 anni, un passato nella fanteria dell’Esercito russo, ad assaltare una guardia giurata a Consandolo la sera del 29 marzo per rapinarla di una pistola, una Smith&Wesson calibro 9 argentata. L’arma potrebbe essere quella usata sabato sera nel Bolognese per uccidere il barista Davide Fabbri, 52 anni. Questo il nesso, tutto da dimostrare, che lega il latitante russo all’omicidio di Budrio.

L’uomo della violenza gratuita. Quello sempre pronto ad alzare le mani contro le sue vittime anche dopo averle legate e imbavagliate. Botte, insulti, minacce. Uno che usciva con calma da una casa appena rapinata annunciando ritorsioni tipo: «Se osi parlare con qualcuno di quello che è successo giuro che torno e ti violento con un ferro». Forse è proprio lui l’assassino del barista di Budrio. (Giusi Fusano, Corriere della Sera)

Nei suoi confronti non ci sono elementi sufficienti ad emettere un fermo – e quindi, se rintracciato, verrebbe arrestato in esecuzione del provvedimento di Ferrara – ma è in alto nella lista dei ricercati, le sue foto segnaletiche sono sui cruscotti delle auto delle forze dell’ordine e la caccia si estende ad altri ambienti, come i trasporti e gli ospedali dove il killer del barista potrebbe essere andato per farsi medicare da ferite rimediate sabato sera.

Davide Fabbri infatti aveva reagito al tentativo di rapina, riuscendo a sfilare la doppietta da caccia all’uomo col volto coperto che si era trovato di fronte nel bar, e probabilmente poi lo aveva colpito con il fucile stesso, prima di essere freddato con la pistola. Fuori dal locale sono state trovate tracce di sangue ed entro domani sono attesi i primi risultati del Ris, un esito su cui contano molto i Carabinieri del reparto operativo di Bologna, coordinati dal Pm Marco Forte. Per escludere sia sangue della vittima, ma soprattutto per sperare di avere un profilo Dna compatibile con qualcuno già nella banca dati.

Non è detto possa essere già decisivo, anche perché la schedatura dei detenuti è partita recentemente. Vaclavic, ad esempio, è uscito dal carcere nella primavera del 2015, dopo aver scontato una condanna. La Bassa la ‘bazzica’ da almeno un decennio e già nel 2007 fu arrestato per aver rapinato agricoltori, minacciati con arco e frecce, tra Ferrara e Rovigo. Faretra sulle spalle, coltello legato ad una gamba, una bandana nera in testa.

Look e armamentario da pellerossa, come il soprannome ‘Lupo Solitario’ che si dice gli sia stato affibbiato in prigione. Ora è accusato dalla Procura di Ferrara di far parte, in altri colpi, della banda che rapì e uccise nel settembre 2015 il pensionato Pier Luigi Tartari, ad Aguscello, fatto di sangue a cui il 41enne non partecipò e per cui sono già state pronunciati due ergastoli. Per l’omicidio di Budrio Vaclavic è un nome che gli investigatori vagliano, pur assicurando che non c’è una rosa ristretta di sospettati. A tutti i comandi della regione è stata chiesta una lista di sospettabili che, per caratteristiche e precedenti, possano essere associati al delitto. Segno che la pista dell’ex militare dell’Est non è l’unica.

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