Blitz quotidiano
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Cadavere nella stiva del traghetto Tirrenia: donna forse in agonia per 10 giorni

ROMA – Imelda Bechstein forse ha avuto un’agonia di 10 giorni, prima di morire di stenti all’interno di un’area interdetta ai passeggeri di un traghetto Tirrenia. Assume i contorni di un vero giallo l’atroce fine di questa turista tedesca ritrovata cadavere all’interno del traghetto la sera del 14 novembre. Il ritrovamento non ha lasciato spazio a dubbi per quanto riguarda l’identità: si tratta della donna scomparsa il 30 ottobre mentre viaggiava dalla Sardegna a Genova con il marito. Da un primo esami sui resti sembra che la donna, al momento del ritrovamento, fosse morta da 4 o 5 giorni. Da qui la conclusione: con ogni probabilità è rimasta intrappolata in quella sala senza poter uscire o chiedere aiuto.

Sarà comunque l’autopsia, disposta dalla Procura di Sassari e fissata per mercoledì, a stabilire definitivamente le cause del decesso della donna. Il corpo si trovava in una una sorta di condotta per l’ispezione alle assi dell’elica e da una prima analisi il corpo non presenterebbe segni di violenza.

Imelda Bechstein, 74 anni di Monaco, era scomparsa lo scorso 30 ottobre mentre dalla Sardegna rientrava verso Genova a bordo dello stesso traghetto, lo “Sen”, assieme al marito. Era stato proprio il coniuge a lanciare l’allarme. La nave era tornata indietro e ispezionata, ma nessuno aveva pensato di controllare in quel punto che viene verificato solo saltuariamente. L’uomo aveva quindi deciso di presentare denuncia di scomparsa alla polizia di frontiera del porto di Genova. “Mia moglie non soffre di patologie particolari – aveva spiegato – e non era in cura dai medici”. Stava bene, quindi, e quel viaggio era per la coppia una vera vacanza.

L’autopsia svelerà le cause del decesso ma restano altre domande: perché Imelda, di notte, si è addentrata in quel luogo così particolare? Possibile che in 15 giorni nessuno sia sceso in quella sala, nemmeno durante l’ispezione?