Cronaca Italia

Caltagirone: Salvatore Pirronello accoltella convivente Patrizia Formica e si consegna

Caltagirone: Salvatore Pirronello accoltella convivente Patrizia Formica e si consegna

Caltagirone: Salvatore Pirronello accoltella convivente Patrizia Formica e si consegna (foto d’archivio Ansa)

CALTGIRONE – Uccide la compagna e si consegna. Femminicidio la notte scorsa a Caltagirone, in provincia di Catania: un 53enne, Salvatore Pirronello, ha accoltellato la convivente, Patrizia Formica, di 47, e poi si è costituito nella caserma dei carabinieri confessando il delitto. Non si conosce ancora il movente, lui avrebbe detto di essere stato colto da un raptus omicida. Il delitto è avvenuto nella loro casa in zona popolosa della città dove vivevano da soli.

La coppia viveva insieme da alcuni anni, entrambi uscivano da matrimoni finiti con la separazione. La donna aveva avuto due figli dal marito, che non vivevano con lei. Il delitto sarebbe stato commesso intorno alle 5. L’uomo l’ha colpita con quattro colpi di coltello mentre la donna dormiva nel letto matrimoniale della loro casa, in via Palatini, nel popoloso rione Balatazze di Caltagirone.

Alcuni giorni fa intervenendo al convegno di Forlì degli ordini degli avvocati romagnoli, il Ministro della Giustizia Andrea Orlando aveva fornito i dati di una ricerca estesa a tutti i casi di omicidio preterintenzionale che vedono come vittime le donne. L’analisi statistica è basata sulle circostanze che emergono dalla lettura delle sentenze. “Ebbene: – ha sostenuto il Ministro – su 417 casi di sentenze esaminate nell’arco temporale che va dal 2012 al 2016, 355 ossia l’85% dei casi sono classificabili come femminicidio. Sono cioè donne uccise da uomini in quanto donne”.

“La distribuzione geografica – ha proseguito Orlando – è sostanzialmente omogenea, la nazionalità conferma la prevalenza di soggetti italiani, gli stranieri sono coinvolti nel 25% dei casi come autori e nel 22,4% come vittime. Nel 55,8% dei casi tra autore e vittima esisteva una relazione sentimentale. Se aggiungiamo una relazione di parentela raggiungiamo il 75% dei casi in cui la vittima viene uccisa in un ambiente familiare, teoricamente in un ambito protetto e sicuro che spesso invece si rovescia nel suo contrario, ma quello che più colpisce sono le modalità con cui viene commesso il delitto. Non siamo solo in presenza di esecuzioni rapide con armi da fuoco, – ha aggiunto Orlando – ma spesso di casi in cui l’uomo sfoga sulla donna una furia inaudita. Quasi mai i colpi inferti sono uno o due, spesso c’è un accanimento e spesso la morte arriva dopo una violenza brutale compiuta a mani nude o con qualunque mezzo a portata di mano”.

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