Blitz quotidiano
powered by aruba

Camilliani, sequestro preti: condanna sacerdote e finanzieri

ROMA – Sono stati tutti condannati padre Renato Salvatore e i finanzieri Alessandro Di Marco, Mario Norgini e Danilo Bianchi, accusati del sequestro di due religiosi, padre Rosario Messina e padre Antonio Puca, trattenuti per oltre sei ore in una caserma della Finanza il 13 maggio del 2013 per evitare che partecipassero all’assemblea dell’Ordine dei Camilliani ad Ariccia, in provincia di Roma. Se Puca e Messina avessero preso parte alla riunione, infatti, avrebbero votato per il concorrente di colui che fu poi eletto, cioè padre Renato Salvatore. 

I quattro autori della messa in scena andata in porto il 13 maggio 2013 sono lo stesso padre Salvatore, al quale sono stati inflitti tre anni di reclusione per sequestro di persona, e tre finanzieri: Alessandro Di Marco e Mario Norgini (condannati a sette anni), ritenuti colpevoli di concorso in sequestro, corruzione e falso, nonché Danilo Bianchi (condannato a cinque anni per corruzione).

Secondo la Procura, Puca e Messina, contrari alla elezione di don Renato, furono “indotti con l’inganno – è detto nel capo di imputazione – a ritenere di essere oggetto di indagine da parte della procura di Napoli sulla gestione dell’ospedale di Casoria e vennero convocati presso il Comando di Roma per essere sottoposti a un interrogatorio simulato”.

In cambio di ciò i tre finanzieri avrebbero ottenuto 96 mila euro dal commercialista Corrado Oliverio, già condannato a quattro anni e otto mesi in un procedimento connesso. Nel corso della requisitoria il pubblico ministero aveva sottolineato come “l’obiettivo di questa attività illecita era tenere Messina e Puca il più lontano possibile dal luogo in cui si svolgevano le operazioni di voto”.

Nel condannare gli imputati i giudici hanno inflitto loro l’interdizione temporanea dai pubblici uffici. Per i 96 mila euro considerati frutto della corruzione è stata disposta la confisca.