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Camorra: Alessandro Giannelli preso in fuga su Roma-Napoli

Il presunto boss della Camorra Alessandro Giannelli è stato arrestato a San Nicola la Strada mentre era in fuga sulla autostrada Roma-Napoli.

NAPOLI – Camorra, un presunto boss arrestato sulla Roma-Napoli mentre era in fuga verso la capitale. Si tratta di Alessandro Giannelli, ricercato come capo dell’omonimo gruppo emergente di camorra. Il gruppo è attivo nella zona Cavalleggeri di Napoli dove nelle ultime settimane ci sono stati fatti di sangue e sparatorie. Giannelli è stato arrestato nell’ambito di un’operazione congiunta tra Polizia e Guardia di Finanza nei confronti di presunti appartenenti ad un’organizzazione criminale operante nel settore ortofrutticolo e caseario di Roma e collegata ad un importante clan camorristico della provincia di Napoli.

Alessandro Giannelli, scrive l’Ansa, è stato individuato dai carabinieri del comando provinciale di Napoli sull’autostrada Napoli-Roma, all’altezza di San Nicola la Strada (Caserta). Giannelli aveva appena ripreso la marcia in direzione di Roma, dopo avere effettuato un cambio di auto – da una Golf a una Nissan – con l’aiuto di alcuni complici. La colonna di uomini della sezione Catturandi ha attivato sirene e lampeggianti e lo ha circondato: Giannelli, vedendosi intrappolato, si è arreso e fatto ammanettare. Giannelli, napoletano di 38 anni, è ritenuto il capo dell’omonimo gruppo criminale attivo nella zona via Cavalleggeri, tra i quartieri Bagnoli e Fuorigrotta di Napoli, area dove, nelle ultime settimane, si sono registrati fatti di sangue e continue sparatorie, con sventagliate di kalashnikov per le strade e su facciate di palazzi.

Il 38enne si è reso irreperibile alla fine del 2015, sottraendosi agli obblighi della sorveglianza speciale. Contestualmente, nei quartieri a ovest della città, si acuisce la faida tra gruppi criminali opposti, e tra questi figura proprio quello di Giannelli, che si contendono il controllo delle attività criminali. Agli inizi di gennaio è stato raggiunto da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip di Napoli, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, in quanto ritenuto responsabile di tentata estorsione, danneggiamento, violenza privata, porto e detenzione illegale di armi da fuoco, tutto aggravato dal metodo mafioso.

Sono esponenti di vertice, affiliati e prestanome del clan Moccia i destinatari delle sette ordinanze di custodia cautelare emesse dal gip di Roma nell’ambito dell’indagine condotta dalla squadra mobile di Roma e dal nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza di Roma nei confronti di un’organizzazione operante a Roma nel settore ortofrutticolo e delle mozzarelle. Nei confronti dei soggetti coinvolti è scattato anche il sequestro di beni per un valore di circa un milione.