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Camorra, due arresti per estorsione: anche consigliere Pd di Marcianise

CASERTA – Estorcevano soldi a un imprenditore che gestiva un’azienda di raccolta dei rifiuti a Santa Maria Capua Vetere, vicino Caserta, col favore della camorra. Per questo motivo due dipendenti della Dhi sono stati fermati dai carabinieri. Tommaso Del Gaudio, responsabile dei lavoratori e considerato vicino alla famiglia dei Bellagiò del clan dei Casalesi, e Raffaele Guerriero, consigliere del Pd eletto a Marcianise e non ancora nominato, sono le due persone fermate con l’accusa di estorsione aggravata con metodo mafioso.

Repubblica scrive che i due erano dipendenti della Dhi, l’azienda che gestisce il servizio di raccolta dei rifiuti, e le indagini sono scattate dopo che i dipendenti della società hanno protestato per 24 ore contro il ritardo degli stipendi. Gli investigatori hanno così scoperto come, sotto la minaccia di provocare proteste tra i lavoratori, i due avevano chiesto stipendi gonfiati al proprietario dell’azienda e che avrebbero percepito tra aprile e giugno di quest’anno somme di quasi 3000mila euro accanto al salario “legittimo”:

“Le indagini sono partite ad aprile dopo una protesta di 24 ore dei dipendenti della società che lamentavano ritardi negli stipendi; il Comune di Santa Maria Capua Vetere multò per decine di migliaia di euro l’azienda. Le successive indagini, che si sono avvalse anche di dichiarazioni di collaboratori di giustizia, hanno fatto emergere le condotte estorsive poste in essere verso i proprietari della società dal 47enne Del Gaudio, detto “masino”, e la sua grande influenza tra i dipendenti dovuta soprattutto alla sua caratura criminale; Del Gaudio era già stato arrestato qualche mese fa, e poi scarcerato, in quanto accusato di aver sparato mentre era nell’auto dell’azienda ad un esponente di una famiglia rivale, quella dei Fava. La Dhi, “Di Nardi Holding Industrial” Spa, è finita inoltre nell’occhio del ciclone nel marzo scorso per un altro appalto per la raccolta dei rifiuti, quello al Comune di Maddaloni; il titolare Alberto Di Nardi finì infatti in carcere (poi finito ai domiciliari, ndr) con l’ex sindaco maddalonese Rosa De Lucia, accusata di essere a “libro paga” dell’imprenditore che in cambio si assicurava continue proroghe al suo affidamento”.


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