Cronaca Italia

Campegine, torna a casa e trova i ladri: tentano di investirlo per fuggire

Campegine, torna a casa e trova i ladri: tentano di investirlo per fuggire

Campegine, torna a casa e trova i ladri: tentano di investirlo per fuggire

REGGIO EMILIA – Brutta avventura per un uomo di Campegine che al ritorno a casa ha trovato dei ladri intenti a svaligiarli e che hanno provato a investirlo con l’auto per coprirsi la fuga. Piergiorgio Ferrari, candidato della lista Insieme per Campegine del candidato sindaco Menozzi, ha raccontato la disavventura vissuta da lui e il padre nella loro casa.

Tutto è iniziato nella mattina di martedì 23 maggio intorno alle 11, quando un conoscente ha chiamato Ferrari per avvisarlo di aver visto un’auto sospetta che girava intorno alla sua casa. A insospettire l’amico, l’autista della vettura che continuava a parlare ad un walkie-talkie. E’ allora che l’uomo si è precipitato a casa e ha trovato il padre in compagnia, scrive il quotidiano La Gazzetta di Reggio:

“«Quando sono arrivato, ho visto mio padre in strada che parlava con degli sconosciuti sull’Audi. Stranito, ho chiesto a mio padre se andasse tutto bene. Lui mi ha spiegato che questi signori erano carabinieri in borghese che stavano cercando dei cinesi evasi, probabilmente rifugiatisi nella nostra casa».

Mentre il padre gli riferiva la pretestuosa conversazione, Ferrari ha osservato il conducente dell’auto. «Indossava guanti di lattice bianchi. Pochi secondi dopo è uscito da casa mia uno sconosciuto, evidentemente richiamato dal guidatore. Lo sconosciuto aveva già la portiera aperta e un piede dentro, quando io ho esclamato: “Papà sono questi i ladri!”»”.

Ferrari ha quindi cerato di fermarli, ma i ladri hanno tentato di investirli e lui ha provato ad inseguirli:

“«Ho una jeep, dopo 200 metri mi hanno seminato – prosegue il 43enne –. Ma poco dopo l’Audi è tornata, fermandosi di fronte a casa. Io ero a qualche metro di distanza; mentre mio padre entrava, sono usciti altri due malviventi, con zainetti sulle spalle, che gli hanno spruzzato dello spray urticante in faccia. Erano i complici ancora all’interno; i due sull’auto erano tornati a prelevarli».

A questo punto l’Audi A3 grigia con i quattro a bordo ha fatto perdere definitivamente le tracce. Mentre i Ferrari, accompagnati dai militari, sono entrati per constatare i danni e il maltolto. Danni ingenti, come riferisce l’interessato: «Erano attrezzati: prima hanno smontato le telecamere nel cortile, poi hanno forzato porte e finestre. Le stanze erano a soqquadro. Hanno rubato un iPad, un decoder, una stampante, dei computer, oro, denaro contante, due orologi d’oro di mio cognato. Tra l’altro ci tenevano d’occhio, perché hanno atteso l’orario in cui tutti e tre gli appartamenti erano vuoti, il che accade di rado»”.

Il numero di targa preso si è rivelato inutile, era alterato con dell’adesivo, e ora resta la paura di nuova furti da parte di questa banda che aveva già colpito nella zona e nei comuni vicini.

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