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Canone Rai: chiede di pagarne uno, ha 2 case. Ma bolletta luce…

ROMA – Ha intestate due case, dunque due utenze elettriche e paga due distinte bollette della luce ma il Canone Rai, lo dice la legge, va corrisposto una sola volta, per famiglia. Ecco perché Alessandro (nome di fantasia) ha fatto espressa richiesta all’Agenzia delle Entrate perché gli venisse addebitato su una sola utenza. Ma così facendo si è visto arrivare una stangata sulla bolletta della luce della seconda casa. 

Il caso è raccontato da Aldo Fontanarosa sul quotidiano la Repubblica. In sintesi, la società elettrica lo ha contattato per chiedergli di scegliere quale delle due utenze corrispondesse ad effettiva residenza, sull’altra gli è stato imposto un contratto non residenziale e dunque tariffe più alte. Tempo alcuni giorni e si è visto recapitare una bolletta con tutti gli arretrati delle tariffe maggiorate che non erano state pagate negli anni passati.

Ecco il suo racconto, riportato da Repubblica:

“Vivo con mia moglie in una casa di cui lei è proprietaria. La bolletta della luce è intestata a me ed è di tipo residenziale. Poi ho anche una casetta in campagna. Questa casa l’ho comprata io, nel 2013, ed ho allacciato una seconda utenza elettrica. Anche questa seconda utenza è di tipo residenziale”.

Alessandro, dunque, ha intestate due utenze – che fanno capo alla stessa società elettrica – in due diverse case. Ed entrambe le utenze sono di tipo residenziale. “Pochi giorni fa mi chiama la mia società elettrica e mi chiede dove io vivo, materialmente, e dove ho la residenza legale. Indico la casa che condivido con mia moglie. A quel punto, l’operatore della società elettrica mi invita a scegliere. Una sola utenza resterà di tipo residenziale mentre l’altra dovrà diventare non residenziale. Questa seconda utenza, non residenziale, avrà tariffe più care”.

“Indico l’utenza della casa in campagna come non residenziale e chiudo il telefono. Dopo pochi giorni, la società della luce mi invia una fattura di rettifica per questa mia utenza di campagna. In sostanza reclamano gli arretrati dal 2013 ad oggi, da quando cioè ho attivato questa utenza in campagna. Fanno 271,59 euro da pagare entro il 25 maggio. In sostanza la società della luce considera il contratto in campagna come non residenziale e lo fa in modo retroattivo, dal 2013 ad oggi”.

“Chiamo la società elettrica per avere un chiarimento. Loro mi dicono che la precedente telefonata – quella in cui ho scelto l’utenza non residenziale – è stata registrata ed ha un valore contrattuale. Non si può tornare indietro. Chiedo come mai solo adesso loro mi hanno invitato a scegliere quale delle due utenze dovesse essere residenziale, e capisco che tutto nasce dal Canone Rai”.

“In sostanza, io ho scritto all’Agenzia delle Entrate – come era mio diritto – perché voglio pagare un solo Canone Rai per la casa che condivido con mia moglie. Poco dopo, la società elettrica mi ha telefonato, mi ha fatto scegliere l’utenza residenziale e quella non residenziale. Quindi mi ha servito il conto: 271,59 euro di arretrati più interessi per l’utenza di campagna, quella ormai non residenziale”.

“Premetto che ho pagato puntualmente la bolletta con gli arretrati. Ma vorrei delle risposte alle mie domande. Quando nel 2013 ho attivato il mio secondo contratto elettrico, per la casa in campagna, io ho fatto un contratto di tipo residenziale in buona fede senza farci caso. Perché la mia società elettrica non mi ha fermato?”. Alessandro si dichiara in buona fede. Ma è certamente possibile che una persona cerchi di fare due contratti residenziali perché questi hanno tariffe più basse, dunque per risparmiare.

Altro scenario possibile è che una persona abbia un contratto residenziale in una casa con un operatore; e un contratto residenziale in un’altra casa con un diverso operatore. Che cosa succede in questo caso?