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Caprotti, l’ora del testamento: l’eredità di Esselunga va a…

ROMA – Caprotti, l’ora del testamento: a chi il controllo di Esselunga? Un impero da 7,3 miliardi di euro di fatturato e 290 milioni di utile con un valore nell’ordine dei 6 miliardi. Sono i numeri del gruppo Esselunga, la catena di supermercati fondata da Bernardo Caprotti al centro di una lunga dinasty, che rischia di sfociare in nuova guerra dopo la scomparsa, lo scorso 30 ottobre, a 90 anni, dell’imprenditore brianzolo.

A spartirsi la ricca torta sono le due famiglie di Caprotti: da una parte la moglie Giuliana Albera con la figlia Marina Sylvia, che assumono il controllo di Esselunga, con il 66,7%. Dall’altra Giuseppe e Violetta, figli di primo letto, estromessi anni fa dall’azienda e impegnati da allora in una battaglia anche giudiziaria per far valere le loro ragioni. A loro Caprotti ha lasciato niente più niente meno di quanto previsto dalla legge italiana: il 16,6% ciascuno del colosso.

Dalle ultime disposizioni del patron di Esselunga dipenderà il futuro assetto del gruppo, per il quale il fondatore stava valutando la vendita alla luce delle proposte d’acquisto arrivate dai fondi Blackstone e Cvc, al vaglio dell’advisor Citigroup. La legittima riserva il 25% dell’asse ereditario alla moglie e il 50% ai figli in parti uguali (quindi il 16,66% a testa) mentre la parte restante è nella libera disponibilità del defunto.

Ma non solo: Caprotti ha lasciato anche metà dei suoi risparmi alla segretaria Germana Chiodi, alla quale negli anni passati aveva già fatto una donazione milionaria, e per l’altra metà ai nipoti.

Controllata dalla holding Supermarkets Italiani, il gruppo fondato da Caprotti nel 1957 detiene adesso il 9% circa delle vendite di supermercati e ipermercati italiani. Dal primo “negozio” fondato in viale Regina a Milano, Esselunga è arrivata a detenere 152 punti vendita dislocati soprattutto nel nord e nel centro Italia (Lombardia, Piemonte, Veneto, Liguria, Emilia Romagna, Toscana, fino al recente sbarco nel Lazio). (Il Sole 24 Ore)

Il testamento di Bernardo Caprotti, morto venerdì scorso, è stato aperto nelle stesse ore in cui il Consiglio di amministrazione ha nominato Piergaetano Marchetti nuovo presidente di Esselunga. L’ex numero uno di Rcs è stato scelto dal Cda della holding Supermarkets Italiani probabilmente, scrive Emanuele Sarci sul Sole 24 Ore, come figura super partes e di garanzia tra le due famiglie Caprotti.

 Marchetti ha comunicato lo stop alla procedura di vendita della catena di supermercati in una nota in cui si legge, come riportato dal Sole 24 Ore: “In considerazione della scomparsa del dottor Bernardo Caprotti, di non dar corso, allo stato, ad operazioni relative alla controllata Esselunga”.