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Carabinieri frodati da amministratore di condominio? Il pm..

Carabinieri derubati a Genova S.Eusebio da un amministratore di condominio che avrebbe dirottato 100 mila euro. La Procura indaga e accusa

GENOVA – Rubare ai Carabinieri dovrebbe essere difficile se non impossibile ma un amministratore di condominio a Genova sembra esserci riuscito. Amministrava un condominio in via Valtrebbia a Sant’Eusebio, nell’immediato entroterra di Genova, abitato in maggioranza da appartenenti alle Forze dell’Ordine.

Ora Giovanni Longo, 60 anni, originario di Canolo (Reggio Calabria) è accusato dal pubblico ministero Alberto Landolfi della Procura della Repubblica di Genova per “appropriazione indebita, aggravata dall’abuso di prestazione d’opera”.

Secondo la Procura della Repubblica, Giovanni Longo ha

 

“trasformato i rimborsi assicurativi del condominio che amministrava in una sorta di reddito: dal conto comune, infatti, avrebbe prelevato fondi pagati per i danni subiti dal palazzo per dirottarli su altri depositi, talvolta per saldare spese che non c’entravano nulla”.

Il racconto è sul Secolo XIX, ne sono autori Marco Grasso e Matteo Indice ed è un racconto che finisce male perché si è aperto un buco nei conti di quasi 100 mila euro.

Giovanni Longo è titolare della società di consulenza “Studio 5” e per anni è stato amministratore di un complesso abitato perlo più da carabinieri e militari che in quella zona avevano accesso ad abitazioni a canone privilegiato. Per anni ha agito indisturbato, fino a quando qualcuno degli inquilini, di fronte all’accumularsi di perdite sempre crescenti, ha cominciato a agitarsi fin al punto di volerci vedere chiaro e passare la pratica alla magistratura.

Riferiscono ancora Marco Grasso e Matteo Indice:

“Nel mirino della Procura ci sono diversi anni di bilanci, che secondo i residenti (alcuni di loro sono assistiti dall’avvocato Mario David Mascia) sono stati manipolati e nascosti al condominio. Fra le voci contestate anche le parcelle da decine di migliaia di euro liquidate a un architetto amico di Longo all’insaputa degli inquilini”.

Un tocco finale:

“Longo era già finito nei guai per un’altra vicenda simile, per un condominio amministrato in via Fereggiano”.

Come Giovanni Longo avesse fatto a eludere le ricerche in archivio dei suoi assistiti, specializzati in questo genere di indagini, è uno dei misteri della nostra Italia.


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