Cronaca Italia

Carabinieri Firenze, usi ad obbedir tacendo. Anche quando in divisa si va a donne?

Carabinieri Firenze, usi ad obbedir tacendo. Anche quando in divisa si va a donne?

Carabinieri Firenze, usi ad obbedir tacendo. Anche quando in divisa si va a donne? (foto Ansa)

ROMA – Carabinieri Firenze, usi ad obbedir tacendo è il motto. Ma anche quando in divisa e con l’auto di servizio si va a donne? E’ sconcertante, sconcertante e deprimente davvero, la frase che le cronache riportano come pronunciata davanti agli inquirenti dal Carabiniere più giovane dei due accusati del fattaccio davvero brutto di Firenze.

Il primo, il Carabiniere più anziano per anni e per servizio nell’Arma davanti a chi indaga ha cercato la seguente linea di difesa: rapporto con le ragazze sì ma niente violenza perché le ragazze ci stavano e non erano ubriache. O almeno lui non si era proprio accorto fossero ubriache o qualcosa di simile.

Linea di difesa che anche fosse accettata (improbabile alla luce di fatti e testimonianze) lascia scoperto un fianco: quello del comportamento da Carabinieri appunto. Anche le cose stessero come ha suggerito il Carabiniere più anziano, la storia sarebbe di due Carabinieri che nelle ore di servizio agganciano, rimorchiano, trasportano due giovani studentesse e ci fanno, un po’ alla svelta d’accordo, qualcosa che chiamare amore è un po’ troppo visto che si fa nell’ascensore e nell’androne di un palazzo. Rigorosamente in divisa da Carabinieri, al massimo pantaloni con banda abbassati.

Pantaloni con banda abbassati è scena che ai Comandi dell’Arma è giudicata intollerabile e vergognosa. Tanto che l’Arma si dichiara giustamente parte lesa in tutta la vicenda. Parte lesa l’Arma, lesa proprio dai due Carabinieri.

Il secondo, il più giovane, riportano le cronache abbia dichiarato a suo discarico niente meno che “ho fatto quel che decideva il capo”. Non intende ovviamente lo stupro o il finora presunto stupro. Il giovane Carabiniere dice che il capo ha deciso di agganciare in discoteca le due pupe, scambiare numero telefono, fare gli amiconi, offrire loro un giro sulla gazzella dell’Arma, portarle a casa e a quel punto concludere la serata per come era stata preparata. Lo ha deciso il capo, dice il sottoposto, che quella notte si andava in divisa a donne. Lui, uso alla consegna, ha obbedito tacendo.  O così la racconta praticando alla grande lo sport nazionale della fuga da ogni responsabilità pronunciando lo scongiuro nazionale e cioè il magico “Chi, io?”.

Un brivido infine corre per la schiena dei responsabili dell’Arma a Firenze e nazionali. Solo quella notte? Solo quella pattuglia? Come si fa a sparire o a risultare normalmente in servizio quando per più di un’ora, forse due ci si sta occupando di agganciare, rimorchiare, concludere a pantaloni abbassati?

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