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Carlo Macro ucciso a Roma, condanna a clochard confermata

ROMA – Joseph White Clifford dovrà scontare 14 anni di carcere per l’omicidio di Carlo Macro sul Gianicolo a Roma nel febbraio 2014. Questa la sentenza della Corte d’assise d’Appello che ha confermato la sentenza di condanna in primo grado inflitta al cloc indiano di 59 anni che colpì Macro, 30 anni, con un cacciavite al torace.

All’uomo sono state concesse le attenuanti generiche, ma è stata esclusa l’aggravante dei futili motivi, scrive Il Messaggero:

“Secondo l’accusa l’omicidio sarebbe maturato per il fastidio alla musica alta proveniente dall’autovettura dalla quale Macro – che si accompagnava col fratello – era sceso per un bisogno fisiologico dopo aver passato la serata con amici. White Clifford abitava in una roulotte su un piccolo spiazzale lungo una strada che porta al Gianicolo; secondo l’accusa, s’infastidì per l’alto volume della musica proveniente dall’auto che lo aveva svegliato. Ci fu un diverbio, al termine del quale l’indiano sferrò alcuni fendenti con un cacciavite di circa 30 centimetri che utilizzava per chiudere la porta della sua roulotte.

Colpì Carlo Macro al torace. Il fratello del giovane, seppur sotto choc, ebbe la forza di caricare il ragazzo in auto e correre verso l’ospedale; Carlo Macro però arrivò già morto. Joseph White Clifford fu arrestato; ai carabinieri confermò l’accaduto, sostenendo però di essere stato aggredito e di aver afferrato quel cacciavite al solo scopo di respingere il suo aggressore, che a suo avviso si era autoinfilzato. Tesi, questa, non creduta dai giudici che lo hanno condannato a 14 anni di reclusione per omicidio, con sentenza adesso confermata in appello”.


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