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Cartelle esattoriali in ritardo: Equitalia perde e deve pagare

TREVISO – Le cartelle esattoriali arrivano in ritardo: Equitalia non può pretendere i 150mila euro e anzi deve pagare 10mila euro di spese legali del ricorso. E’ più unico che raro il caso di Giovanni Cecchetto, imprenditore di Nervesa (Treviso) che a fine 2015 si è visto recapitare quattro cartelle esattoriali per un ammontare complessivo di 150mila euro tra  crediti d’imposta, iva e accise.

Solo che le cartelle erano state notificate nel 2005 e nel 2007: così i termini di pagamento sono risultati prescritti. Lo ha stabilito la Commissione tributaria di Treviso, spiega Roberto Ortolan sul Gazzettino.

“Sono trascorsi 10 anni (in tre casi), e 5 anni (nell’altro) – motivano i giudici, accogliendo le precise argomentazioni dell’avvocato Francescon ed evidenziando una serie di errori procedurali – e di conseguenza le pretese fiscali debbono ritenersi prescritte per il decorso del termine stabilito dalla legge”.

Se solo Equitalia fosse stata più solerte l’imprenditore avrebbe dovuto pagare i 150mila euro, quindi. Ma così è andata a finire che non solo Cecchetto non ha dovuto pagare nulla, ma Equitalia e Agenzia delle Entrate sono state condannate al pagamento delle spese legali sostenute dall’uomo: 10mila euro.

I giudici sono entrati nel dettaglio, ritenendo insussistente la carenza di legittimazione passiva dell’Agenzia delle Entrate. Per quanto riguarda poi le spese legali, hanno spiegato i giudici,

“seguono la soccombenza. L’Agenzia delle Entrate e l’agente di riscossione di Treviso Equitalia Nord spa devono pagare 10mila euro all’imprenditore, costretto a fare ricorso per non pagare 150mila euro di cartelle esattoriali ormai prescritte”.


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