Cronaca Italia

Case popolari a Roma, dietro le botte al nero gli squadristi degli abusivi

Case popolari a Roma, dietro le botte al nero gli squadristi degli abusivi

Case popolari a Roma, dietro le botte al nero gli squadristi degli abusivi

ROMA – Case popolari a Roma, dietro le botte al nero che va a vedere per la prima volta l’appartamento che gli è stato regolarmente assegnato non c’è solo il bullismo occasionalmente razzista. I “bulli” che hanno picchiato e scacciato il nero sono le squadre, gli squadristi del racket criminale delle occupazioni abusive.

Nero, “qui i negri non li vogliamo”. Non è tutto, purtroppo non è tutto. Il “nero” in questione era ed è un uomo che vive e lavora regolarmente in Italia da 26 anni, 26 anni! Ma l’avrebbero intimidito e forse picchiato, comunque messo in condizione di fuggire e mai e poi mai abitare l’appartamento suo per graduatoria anche fosse stato di pelle chiara.

A Roma sono novemila, almeno novemila e la stima è ufficialmente per difetto, gli appartamenti di edilizia popolare occupati da abusivi. Appartamenti di fatto in mano e “di proprietà” di un racket, di una organizzazione criminale che nessuno contrasta davvero. A Tor Bella Monaca dove hanno picchiato il “nero” cacciano anche i bianchi che si sono visti assegnare regolarmente la casa. Vanno dall’assegnatario, gli offrono soldi per andarsene. Un’offerta da non rifiutare, altrimenti passano alle maniere forti.

San raffaele

Il racket caccia gli assegnatari e ci piazza in quelle case quelli che hanno “comprato” dal racket la casa. Un’organizzazione criminale lucra sulle case popolari dopo essersene impadronita con la violenza. E con la violenza le controlla le case. E il racket ha in strada le sue squadre d’azione, le sue vedette e i suoi soldati. Come a Scampia e in altri luoghi d’Italia ci sono le squadre, le vedette e i soldati del traffico di droga. A Roma si traffica anche in case popolari.

E questa attività criminale trova anche degli alibi e dei complici.

La menzogna, tutti sanno che menzogna è ma si fa finta non lo sia, delle case occupate per necessità solo e soltanto da poveri senza tetto. Menzogna, esiste un mercato illegale delle case e i poveri senza una casa se non pagano il pizzo la casa vengono “convinti” ad abbandonarla. E, se non lo fanno subito e a capo chino, allora capita che una volta usciti di casa al ritorno la trovino catturata, scippata, occupata dagli uomini e dai clienti del racket.

E la bugia secondo la quale le case popolari siano assegnate prevalentemente e facilmente agli stranieri. La bugia degli italiani “dietro gli altri”. Non è vero: agli stranieri che vivono in Italia e hanno regolari requisiti per chiedere e ottenere alloggio popolare le graduatorie hanno finora assegnato neanche il 10 per cento delle case.

Una menzogna “di sinistra” e una bugia “di destra” a fare entrambe da spalla e complice al racket criminale degli abusivi e alle spedizioni in piazza delle squadre del racket.

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