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Cassazione, lega al torchio un suo operaio: datore di lavoro condannato

La sede della Corte di Cassazione

La Corte di Cassazione conferma la condanna per violenza privata nei confronti di un datore di lavoro, titolare di una tipografia, che aveva legato un operaio mettendogli una pellicola di plastica al collo “a guisa di cappio” e costringendolo in questo modo a rimanere sul posto di lavoro “per controllare il regolare funzionamento di un tornio”.

Senza successo, l’imprenditore Luciano L. ha contestato la condanna emessa a suo carico nel maggio 2009 dalla Corte d’appello di Torino. I supremi giudici hanno bocciato il suo reclamo e convalidato la pronuncia di colpevolezza emessa anche in primo grado dal Tribunale di Novara.

Inutilmente Luciano L. ha cercato di contestare la condanna a pagare al dipendente il risarcimento dei danni ‘morali’ patiti con quel comportamento vessatorio.

Secondo il titolare l’operaio doveva accontentarsi del risarcimento dei danni liquidato nella causa civile dal giudice del lavoro. Ma la Suprema Corte ha sottolineato che in questi casi il datore di lavoro paga per la sua responsabilità di datore e poi, nel caso, come questo, in cui sia proprio l’imprenditore titolare dell’azienda a commettere le aggressioni, ne deve rispondere penalmente anche come imputato.

7 giugno 2010 | 16:56

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