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Castelnuovo, operai vanno in pausa pranzo e al ritorno…il loro badge era stato disattivato

Castelnuovo, operai vanno in pausa pranzo e al ritorno...il loro badge era stato disattivato

Castelnuovo, operai vanno in pausa pranzo e al ritorno…il loro badge era stato disattivato (Foto Ansa

MODENA – Gli operai vanno in pausa pranzo a Castelnuovo rangone e al ritorno…il loro badge era stato disattivato. E’ accaduto il 27 settembre a 40 operai della Castelfrigo, che sono stati così allontanati dall’azienda senza preavviso. Solo il giorno precedente altri 20 operai erano stati cacciati dall’azienda. Il sindacato è intervenuto in difesa dei lavoratori e ha parlato di “allontanamento discriminatorio“.

A denunciare l’accaduto sono stati i sindacati Filt-Cgil e Flai-Cgil di Modena, come scrive il quotidiano de La Gazzetta di ModenaL’azienda di Castelnuovo rangone, Castelfrigo, ha però ribadito la propria estraneità all’episodio, spiegando che si tratta di logiche interne del Consorzio che gestisce gli appalti:

“Si tratta, attacca il sindacato , di un “allontanamento discriminatorio”, in quanto deciso “senza accordo sindacale, senza previsione di ammortizzatore sociale e senza garanzia di equa rotazione ed equa distribuzione dell’orario di lavoro”. Tra l’altro, tira dritto la Cgil, non si tratta di un episodio isolato: martedì, infatti, “una ventina di lavoratori sono stati allontanati improvvisamente dalle linee durante l’orario di lavoro”. In entrambi i casi “sono state fatte intervenire le forze dell’ordine”, fa sapere la Cgil, che parla senza mezzi termini di “azioni unilaterali per allontanare lavoratori sgraditi, nonostante le numerose testimonianze sul lavoro straordinario per gli addetti rimasti nel sito”.

In particolare, Adriano Montorsi della Filt e Marco Bottura della Flai definiscono “sconcertante” il fatto che, nonostante sia in corso “una trattativa per salvare i posti di lavoro dei dipendenti delle cooperative in appalto alla Castelfrigo, l’azienda continui a mettere in atto azioni di questo tipo”. Per questo motivo, i due sindacalisti ritengono “urgente e non più rinviabile la riapertura di un tavolo sul piano industriale della castelfrigo”, che chiarisca “le prospettive di sviluppo della vertenza e di tutela dei lavoratori, ricercando tutte le soluzioni per tutelare l’occupazione e garantire il rispetto dei diritti minimi garantiti dalle leggi e dai contratti”.

La risposta della Castelfrigo non si è fatta attendere:

“Ribadiamo per l’ennesima volta la nostra estraneità alle logiche interne del Consorzio che gestisce gli appalti endoaziendali. L’iniziativa della CGIL, indicando circostanze non veritiere, costituisce un gratuito ed incomprensibile attacco all’azienda e come tale sarà oggetto di denuncia alle competenti autorità”.

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