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Caterina Pellizzer, disabile ma… studia in Francia. Inps rivuole 72mila€

TRIESTE – Caterina Pellizzer, 29 anni, è affetta da una rara patologia genetica che la costringe a vivere sulla sedia a rotelle. Si chiama osteogenesi imperfetta e causa gravi anomalie e fragilità all’apparato scheletrico, per questo è anche nota come malattia delle ossa di vetro. Caterina è una disabile al 100% ma per l’Inps l’assegno finora corrispostole non le spetta. Motivo? Invece di arrendersi al suo triste destino la giovane ha scelto di proseguire i suoi studi in Francia e per questo, a detta dell’ente di previdenza, non è più residente in Italia. Secondo Franco Russo, direttore dell’Inps di Trieste, Caterina “è residente Oltralpe dove riceve un sostegno che si sovrappone al nostro”.

Così Caterina si è vista recapitare una lettera da parte dell’Inps nella quale le veniva chiesto di restituire quanto finora ricevuto: 72.185 euro e qualche spicciolo.

Come riporta il quotidiano Il Piccolo:

Tutto nasce dalla volontà della giovane triestina di crearsi un futuro e di farlo vedendo tutelate le proprie condizioni di salute. Fin da piccola, infatti, Caterina è stata presa in carico da una struttura ospedaliera parigina, dove opera il luminare Georges Finidori, specializzato nel trattamento di questa rara patologia.

Il filo che unisce l’Italia alla Francia, con il passare degli anni, si rinforza. Caterina decide di proseguire gli studi universitari nel Paese d’Oltralpe, «perchè è lì che sono sempre stata seguita, fin dall’infanzia, ed è lì che ho ricevuto le cure migliori che mi hanno permesso di raggiungere una condizione fisica buona per poter vivere».

La contestazione dell’Inps prende spunto proprio dal fatto che Caterina, a partire dal 2008, ha scelto la Francia come luogo di studio. Nel cuore dell’Europa, nel bel mezzo della generazione Erasmus, sembra essere questo il suo peccato capitale. «Sono italiana – sottolinea con convinzione –  La mia nazionalità e la mia residenza triestina non sono mai venute meno e la mia dimora in Francia è motivata da ragioni di studio e di cura. La mia presenza all’estero è sempre stata limitata al periodo necessario per seguire le lezioni e per dare continuità alle cure mediche iniziate in giovane età».

Caterina ha deciso di presentare ricorso amministrativo, chiedendo l’annullamento della revoca del trattamento pensionistico di cui è stata beneficiaria. Attualmente, infatti, il suo assegno di invalidità, pari a 800 euro mensili, le è stato sospeso.