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Catia Dell’Omarino, autopsia: uccisa con colpi di mazza o martello

AREZZO – Catia Dell’Omarino, la donna di 41 anni uccisa nella notte tra lunedì e martedì scorsi a Sansepolcro (Arezzo) e ritrovata ormai priva di vita lungo il torrente Afra, potrebbe essere stata colpita da una mazza, un martello o un sasso, mentre i fori alla testa non sarebbero compatibili con un’arma da fuoco: è uno dei particolari che emerge dopo l’esame autoptico eseguito sabato 16 luglio.

L’autopsia, condotta dal dottor Marco Di Paolo dell’università di Pisa, era finalizzata a recuperare soprattutto eventuali tracce organiche sul corpo della giovane che possano essere utili nella ricerca dell’assassino. Come già precedentemente la tac, anche questo esame ha tuttavia confermato che i due fori che la donna ha in testa non sarebbero compatibili con un’arma da fuoco.

Per avere comunque certezza dei risultati occorreranno alcuni giorni dopo le analisi di laboratorio. Le indagini sono orientate su una persona conosciuta da Catia e della quale la donna si è comunque fidata.

Francesco Caremani aveva scritto sul Corriere Fiorentino:

Il ritrovamento
Il ritrovamento è stato effettuato martedì mattina dai vigili del fuoco nella zona a nord della città alle porte della città. Sul posto, intorno alle 11.30, i carabinieri della locale stazione. Sul caso vige il più stretto riserbo ma secondo gli inquirenti si tratterebbe di omicidio. Dopo quello di Silvia Zanchi, nell’agosto del 2008, strangolata dal fidanzato Luca Ferri, Sansepolcro ripiomba nell’incubo con questo nuovo e drammatico evento. In attesa dei chiarimenti che arriveranno dalle indagini.


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