Cronaca Italia

Celestino Valentino ammazzato “facendogli bere soda caustica”. Arrestata infermiera

Celestino Valentino u****o "facendogli bere soda caustica". Arrestata infermiera

Celestino Valentino u****o “facendogli bere soda caustica”. Arrestata infermiera

ISERNIA – Avrebbe u****o un anziano, padre di una sua collega e ricoverato in ospedale, facendogli bere della soda caustica. E’ l’accusa nei confronti di una infermiera di 45 anni, considerata responsabile della morte di Celestino Valentino, di Pratella (Caserta), deceduto a 77 anni nel giugno del 2016 all’ospedale di Isernia.

Secondo quanto appurato dagli inquirenti, la donna avrebbe u****o l’uomo per vendicarsi per essere trasferita dall’ospedale di Venafro (Isernia) in cui lavorava a quello di Isernia. Un trasferimento che sarebbe dovuto toccare alla figlia di Celestino, che però era stata risparmiata grazie alla Legge 104 per i familiari di persone disabili. L’accusa nei confronti della donna è di omicidio volontario.

Celestino Valentino venne ricoverato all’inizio dell’anno scorso al Santissimo Rosario per un’ischemia cerebrale che gli rendeva impossibile ogni movimento. Il 22 giugno la moglie e la figlia lo trovarono in condizioni terribili per le lesioni alla bocca e alla trachea provocate dal passaggio della sostanza corrosiva. L’anziano venne trasferito all’ospedale di Isernia, dove morì alcuni giorni dopo.

San raffaele

 

Le indagini portarono subito alla infermiera che aveva lavorato all’ospedale di Venafro e, da poco tempo, era stata trasferita al nosocomio di Isernia. Secondo gli investigatori le motivazioni erano proprio nel trasferimento toccato a lei e non alla figlia di Celestino perché, per via della malattia del padre, aveva potuto usufruire della Legge 104.

Un’indiscrezione circolò nelle settimane successive alla morte dell’anziano relativa a un presunto filmato delle telecamere a circuito chiuso di un negozio a pochi metri dell’ospedale di Venafro. Le immagini mostrerebbero l’infermiera arrestata mentre acquista soda caustica. La famiglia Valentino tre mesi fa, con una lettera aperta, espresse rammarico perché il responsabile dell’atroce crimine non fosse stato ancora assicurato alla giustizia.

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