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Chi fuma sul posto di lavoro può essere licenziato

ROMA – Chi fuma sul posto di lavoro può essere licenziato, soprattutto se il suo comportamento nuoce alla salute degli altri. A dirlo è una sentenza della Corte di Cassazione, che ha respinto in toto il ricorso presentato da un lavoratore che aveva subito un licenziamento per motivi disciplinari dopo essere stato trovato a fumare in un ambiente di lavoro dove erano presenti materiali infiammabili.

Come spiega Valeria Zeppilli sul sito Studio Cataldi, la Corte d’Appello di Ancona aveva considerato che la presenza di legno e solventi in azienda un fattore che rendeva il comportamento del dipendente pericoloso per i colleghi, e questo indipendentemente dal fatto che il danno si fosse verificato concretamente.

Inoltre il dipendente in questione prima di venire licenziato era stato più volte richiamato dai superiori, ma aveva continuato a fumare.

Spiega Zeppilli:

I numerosi tentativi del lavoratore di veder ribaltata la propria sorte dinanzi alla Cassazione sono quindi risultati vani. Egli tra le altre cose, facendo leva sulla disposizioni del contratto collettivo applicabile, aveva tentato di contestare l‘omessa tolleranza datoriale circa la diffusione di fumo a fini di proporzionalità della sanzione rispetto al fatto contestato, ma senza alcun esito: le doglianze del ricorrente, infatti, non attenevano all’esatta interpretazione delle norme né al corretto esercizio della sussunzione della fattispecie concreta in quella astratta.

Egli, piuttosto, si lamentava della ricorrenza in concreto degli elementi costitutivi delle norme e della loro attitudine a giustificare un licenziamento per giusta causa, chiedendo quindi un accertamento possibile in cassazione solo se la contestazione non è generica e di mera contrapposizione ricostruttiva dei fatti.

Chi fuma sul posto di lavoro, quindi, può essere licenziato.

 


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