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Chiara Insidioso Monda, petizione per dare casa alla ragazza

ROMA – Chiara Insidioso Monda, la ragazza picchiata e ridotta in fin di vita a Roma dall’ex fidanzato Maurizio Falcioni, finirà in un ospizio per anziani. Ma intanto la Rete si mobilita: “Diamo una casa a Chiara”, appelli e petizioni per la giovane massacrata dall’ex. Un hashtag #Una casa per Chiara ha invaso la rete. L’appello della petizione è on line sulla piattaforma Change.org ma non è il solo lanciato nel giorno della visita del presidente Mattarella e del ministro Lorenzin alla clinica Santa Lucia, struttura riabilitativa che ospita la giovane massacrata dal compagno Maurizio Falcioni due anni fa.

Ci sentiamo abbandonati. Di storie come la nostra si parla solo in occasione dei convegni, poi ci dimenticano del tutto quando si tratta di aiutarci ad affrontare la quotidiana”. Queste le parole Maurizio Insidioso, papà di Chiara. Massacrata di botte dal fidanzato Maurizio Falcioni il 4 febbraio 2014 e da allora in stato vegetativo a causa delle gravi lesioni cerebrali. Un dramma che il ministro ha voluto per la prima volta conoscere di persona soffermandosi alcuni minuti a parlare col padre che le ha esternato la “paura per il futuro”.

Raffaella Trolli sul Messaggero scrive:

L’ha lanciato Gabriella Carnieri Moscatelli, presidente di Telefono Rosa, è rivolto a Mattarella, Renzi, Lorenzin e Zingaretti. Chiara Insidioso Monda «è una delle poche donne sopravvissute al femminicidio in una condizione di grave danno fisico e psichico, un caso che lo Stato non può ignorare ma su cui ha l’obbligo di intervenire con una compensazione economica che le garantisca un accesso agevolato a forme di assistenza». Tra 20 giorni dovrà lasciare la struttura dove ha fatto tanti passi avanti, per trasferirsi in un casa di cura altrettanto all’avanguardia ma che ospita anziani terminali con un livello di coscienza minore rispetto al suo. Dopo tanta fatica, potrebbe regredire, veder compromesso il suo difficile percorso.

«Ci sentiamo abbandonati – ripete il padre Maurizio – ci aspettavamo un sostegno visto che i medici ritengono che per Chiara la soluzione migliore sia la casa. Ma da noi non entra neanche la carrozzella in ascensore. E siamo in affitto, le cure costano. La struttura dove sarà trasferita ha tutto il mio rispetto, doveva andarci già 7 mesi fa poi ha fatto dei miglioramenti, non sta più con la bocca aperta a guardare il soffitto. Temo solo che possa fare passi indietro a livello medico, non potrà usufruire delle terapie che le hanno permesso progressi». La consigliera regionale Sel Marta Bonafoni ha sottoscritto la petizione «chiedendo al Governo di mettere in campo misure economico-legislative per assicurare condizioni di vita e di cura adeguati».