Cronaca Italia

Chiara Poggi, Andrea Sempio indagato per omicidio: “Era spesso nella villetta”

Chiara Poggi, Andrea Sempio indagato per omicidio: "Era spesso nella villetta"

Chiara Poggi, Andrea Sempio indagato per omicidio: “Era spesso nella villetta”

MILANO – Chi è Andrea Sempio, il nuovo indagato per la morte di Chiara Poggi a Garlasco? Un grande amico di Marco Poggi, fratello della ragazza u****a a 26 anni lo scorso 13 agosto 2007. Un ragazzo che frequentava spesso la villetta dei Poggi a Garlasco, teatro del brutale omicidio per cui il fidanzato Alberto Stasi è stato condannato a 16 anni di carcere.

Andrea Galli sul Corriere della Sera scrive che la Procura di Pavia ha riaperto il caso dell’omicidio di Chiara proprio a partire dalla presenza di Sempio all’interno della casa. Non solo dunque Sempio frequentava la casa, ma spesso entrava nella camera da letto di Chiara per utilizzare il suo computer, come raccontato proprio dal fratello Marco:

“Agli investigatori, Marco Poggi aveva detto che l’oggi 28enne, sempre residente a Garlasco e commesso in un negozio di telefonia all’interno di un centro commerciale, «si portava nella mia abitazione» sia nella primavera che nell’estate del 2007. In quelle circostanze Sempio girava per la casa «e rimanevamo nella saletta della televisione ubicata al piano terra oppure salivamo al primo piano all’interno della camera da letto di Chiara per utilizzare il suo computer»”.

Dopo il ritrovamento del Dna sotto le unghie di Chiara Poggi, Dna che non appartiene al condannato Alberto Stasi, la famiglia della vittima ha ribadito che un condannato esiste già e si è detto dispiaciuta per il coinvolgimento di Sempio nella vicenda giudiziaria:

San raffaele

“Eppure il comportamento e il racconto del 28enne, che non ha voluto rilasciare dichiarazioni mandando avanti il padre con i giornalisti, presenterebbe delle anomalie. A cominciare dalla fermezza con cui aveva escluso di conoscere Chiara. Per continuare con le telefonate fatte sul fisso di casa Poggi il 7 e 8 agosto, nonostante sapesse (si erano incontrati apposta per salutarsi) dell’assenza dall’abitazione di Marco e dei genitori, partiti per le vacanze. Poi c’è lo scontrino, lo scontrino d’un parcheggio a Vigevano la mattina del 13 agosto 2007 (la ragazza fu u****a tra le 9.12 e le 9.35) che Sempio aveva conservato, peraltro in ottime condizioni, e che spontaneamente, un anno e due mesi dopo il delitto, aveva consegnato agli investigatori per legittimare la sua lontananza da Garlasco, anche se l’attività tecnica sui telefonini e le celle agganciate lo posizionerebbero in paese”.

La mamma di Alberto Stasi, Elisabetta, ha chiesto ora nuovi accertamenti e continua a proclamare l’innocenza del figlio, che sta scontando la sua condanna in carcere:

“La difesa dei Poggi contesta l’analisi del genetista Linarello che però, nella sua relazione, a proposito dei profili ottenuti da tre dita di Chiara, ha riscontrato la «perfetta sovrapposizione» con il Dna di Sempio, ricavato da un cucchiaino e da una bottiglietta di plastica da lui abbandonati in un luogo pubblico. Rita, la madre di Chiara, ha parlato dell’ennesimo Natale vissuto nel dolore: «Per una volta potevamo passare una giornata tranquilla e non ci è stato consentito neanche quest’anno»”.

All’epoca dell’omicidio Sempio aveva da poco compiuto 18 anni e pare che in quel periodo il giovane avesse avuto dei cambiamenti comportali:

“Chi lo conosce e ha avuto modo di vederlo a più riprese negli ultimi nove anni, racconta di un Andrea Sempio sempre più sulle sue, senza interessi, con scarse frequentazioni, abitudinario e molto «diligente» nell’andare e tornare dall’abitazione al centro commerciale. Il 28enne ha l’identico numero di scarpe (tra il 42 e il 42,5) dell’impronta rinvenuta sul pavimento della villetta ed era abituato a raggiungere via Pascoli in bicicletta, il mezzo al centro dell’inchiesta e dei misteri perché due testimoni avevano ricordato, nelle ore della morte di Chiara e fuori dalla casa, la presenza proprio una bicicletta (da donna). Infatti i genitori e il fratello della vittima, il 4 ottobre 2008, ai carabinieri di Vigevano avevano elencato le poche persone che erano solite recarsi da loro in bicicletta. Quelle persone erano i cognati Ermanno Cappa e Maria Rosa Poggi, papà e mamma delle gemelle Stefania e Paola, e quattro amici di Marco: uno era Sempio”.

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